Home RECENSIONI Paolo Nutini – Last Night In The Bittersweet

Paolo Nutini – Last Night In The Bittersweet

A otto anni dal fortunato “Caustic Love” (2014), Paolo Nutini torna sulla scena con il suo album più politico: Last Night In The Bittersweet. D’altro canto, non poteva che essere così: in questi otto anni, tra le tante altre cose, si sono susseguite in ordine la Brexit, una pandemia e una guerra in Europa ancora in corso; può darsi che il cantautore italo-scozzese non riuscisse più a trattenere i suoi pensieri a riguardo, e come biasimarlo: chi ha modo di farsi ascoltare è sempre un bene che parli. Non è mai facile, soprattutto per un cantautore, riuscire a non ripetersi e tirare fuori dal cilindro qualcosa di nuovo e originale. Io per primo, all’annuncio del nuovo album, ho storto un po’ il naso: ero ormai convinto che Nutini avesse esaurito il carburante e allo stesso tempo lodavo il fatto che non avesse voluto forzare la mano pubblicando album su album ripetitivi per non uscire da sotto i riflettori: l’esempio perfetto lo abbiamo avuto con gli R.E.M. nel 2011 che, dopo “Collapse Into Now”, hanno deciso di sciogliersi per il semplice fatto che non avevano più nulla da dire, e senza nemmeno un tour promozionale dell’album: coerenza.

Tuttavia, errare è umano: sono bastati i due singoli di anticipazione a spazzare via i miei dubbi e aumentare a dismisura la curiosità verso questa nuova uscita: Through The Echoes, una struggente ballata folk che, tra versi che citano la Bibbia e urla da pelle d’oca nel ritornello, sembrerebbe annunciare l’amore ritrovato per la musica e Lose It, un brano con andamento motorik, sostenuto da una linea di basso semplice ma efficace, sulla quale la voce effettata di Nutini invita a lasciare da parte i propri pensieri negativi e liberare la mente “per un po’”. Davvero un ottimo inizio.

L’album si apre con Afterneath, le cui grida strazianti e suoni psichedelici ricordano “Whole Lotta Love” e fanno da sottofondo ad un testo che potrebbe parlare di due amanti in guerra e, considerando il periodo storico attuale, non è forse un’idea così azzardata; inoltre, prima che Nutini inizi a cantare si può sentire il monologo femminile tratto da “True Romance”, film del 1993, sceneggiato da Quentin Tarantino. Segue Radio, una splendida ballata dalla melodia delicata; nonostante si tratti dell’apice romantico del disco, la particolarità di questo brano, e anche ciò che lo rende così di spicco, è il fatto che sono presenti alcune frasi di critica sociale (politici e maiali posti sullo stesso piano) che, nonostante il contrasto con la melodia del brano, riescono ad evocare figure molto forti che ricordano da vicino il pensiero di Roger Waters.

Notevoli anche Acid Eyes, una ballata sostenuta da un giro di basso minimale, a dimostrazione del fatto che spesso la semplicità paga, o Everywhere, dalle atmosfere anni ‘60 e in cui Nutini sfoggia la sua notevole estensione vocale, o ancora Heart Filled Up, basata su un giro ripetitivo che cresce di intensità e non annoia mai. Menzione di merito anche per Shine A Light, la cui melodia è presa in prestito da “Alive And Kicking” dei Simple Minds e Children Of The Stars, una perfetta canzone pop, dalla melodia drammatica. L’album si chiude con Writer, la cosa più vicina a Bob Dylan che Nutini abbia mai fatto, ma che funziona egregiamente come chiusura.

Si sapeva che Nutini non fosse uno qualunque: una voce come la sua non nasce tutti i giorni, e già agli albori i paragoni con Rod Stewart non tardarono ad arrivare. Con questo album l’ormai trentacinquenne di Paisley conferma di non essere stato una meteora: “Last Night In The Bittersweet” è un album potente e allo stesso tempo sensibile, politico e allo stesso tempo romantico, è un album sicuramente lungo (72 minuti), considerando che alcuni pezzi non aggiungono molto alla carriera del nostro (Petrified In Love, Abigail, Julianne, Take Me Take Mine); ma d’altra parte, ciò dimostra anche la tanta ispirazione che ha caratterizzato la scrittura del disco. In conclusione, un ottimo ritorno.

(2022, Atlantic)

01 Afterneath
02 Radio
03 Through The Echoes
04 Acid Eyes
05 Stranded Words (Interlude)
06 Lose It
07 Petrified In Love
08 Everywhere
09 Abigail
10 Children Of The Stars
11 Heart Filled Up
12 Shine A Light
13 Desperation
14 Julianne
15 Take Me Take Mine
16 Writer

IN BREVE: 4/5

Studente di Scienze Politiche, batterista e chitarrista. Passo il tempo a leggere, scrivere, suonare e ascoltare musica. Ah, e tifo Milan.