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Seth Bogart – S/T

sethbogartalbumIn qualità di frontman di Gravy Train e Hunx And His Punx, Seth Bogart ha fatto pazzie da primadonna, ha sculettato a livello industriale ma poi tutto è finito in stanca e l’idea di un nuovo percorso (sempre e comunque nelle circolazioni glammy) lo ha affascinato a tal punto da spingerlo a mettersi in proprio per dare alle stampe un turbine di twisting pop che porta il suo stesso nome.

Un debutto sfavillante di lustrini e ospiti (molti), specialmente quel Cole MGN (Ariel Pink) che nel giro di una dozzina di brani fa ballare, sudare e riporta tutte quelle musichette da réclame, programmi TV e cartoon della sua infanzia, dunque un move it scattante e inarrestabile che si stampa immediatamente in testa.

La creatività dell’artista di Tucson è un fiume in piena, un mic, una tastierina usata e scalcinata, Radio Disney, un po’ di Kraftwerk, una chitarra, l’istigazione dance di Le Tigre e tanto bailamme effervescente fanno di questo lavoro un papabile intasatore seriale di airplay radiofonici e iPod list, un voluminoso “affaire” che gioca tutto sulla simpatia industriale. Tra le tante segnaliamo Forgotten Fantazy, Lubed, Flurt, Plastic! e Sunday Boy, ottime fragranze d’anticipo di un dopo altamente cool.

(2016, Burger)

01 Hollywood Squares
02 Eating Makeup (feat. Kathleen Hanna)
03 Forgotten Fantazy
04 Smash The TV
05 Lubed (feat. Jeremiah Nadya)
06 Club With Me
07 Supermarket Supemodel (feat. Chela)
08 Flurt  (feat. Chela)
09 Nina Hagen-Daaz (feat. Clementine Creevy)
10 Plastic!
11 Barely 21 (feat. Tavi Gevinson)
12 Sunday Boy

IN BREVE: 3/5

Max Sannella
Giornalista e critico musicale da tempo, vivo nella musica per la musica, scrivo di suoni, sogni e segni per impaginare gli sforzi di chi dai sistemi sonori e dalle alchimie delle parole ne vuole tirare fuori il ritmo vitale dell’anima.