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Susumu Yokota – Mother

Calcolare con precisione aritmetica tutte le pubblicazioni che vedono coinvolto il giapponese Susumu Yokota è pratica alquanto ardua. In quindici anni di carriera, ai ritmi di un rodato stakanovista, Yokota ha esplorato diversi ambiti musicali, abbracciando le avanguardie e l’elettronica ed il pop commerciale, mantenendo una cifra qualitativa stabile e superando abbondantemente la soglia dei venti ceselli discografici. Con Mother forgia un art-pop raffinato ed etereo che si fa materia prima pulsante dei tredici tasselli che lo compongono. Un mosaico sonoro che fa tesoro delle più recenti esplorazioni del compositore nipponico (“Symbol” del 2005 è un capolavoro a metà tra musica classica, ambient e decadentismo quasi new-wave), qui intento ad imbastire trame strumentali luccicanti, con textures architettate su sovrapposizioni logiche di timbri ed armonie, il tutto arricchito da un menù fitto di ospiti che si avvicendano dietro il microfono, tra i quali ha il ruolo di leone la validissima cantautrice inglese Nancy Elizabeth, presente in ben cinque brani. Tanti gerghi musicali differenti convergono senza provocare fratture nel flusso delle canzoni. Accostati troviamo così i sinuosi fraseggi lounge di Love Tendrilises e le sospirate d’archi d’etimo bjorkiano di Breeze, le eco cameristiche di Inside Foresighted e persino intrecci vocali che rimandano ad Enya in Reflect Mind o le sospensioni ad acquerello di Warmth. Yokota rilega con chirurgica esattezza ogni elemento utilizzando una filigrana indecifrabile tramite nomenclature da critici ma facilmente ravvisabile all’ascolto. Tree Surgeon sta in bilico tra i Pram e Hanne Hukkelberg, Meltwater strizza l’occhio ad alcuni esperimenti dell’Aphex Twin più trasognato, Suture sarebbe piaciuta al Peter Gabriel di “Up”. L’ampio respiro prettamente occidentale che pervade “Mother” viene tradito dalle liquide evanescenze orientali di Bonda, mentre è ancora la Elizabeth a comparire su uno dei pezzi migliori, 12 Days 12 Night, in cui si assiste ad un continuo intersecarsi di arpeggi di chitarre volutamente non accordate alla perfezione ed il senso di estraneazione che ne viene fuori è notevole. La conferma della caratura artistica di Susumu Yokota giunge quindi puntuale con queste tredici canzoni di un pop elegante e di classe, che comprende un’ampia gamma di stili e reminiscenze ma che, nel contempo, dimostra peculiare personalità ed una tavolozza di emozioni che una semplice recensione non può certo esporre. I più curiosi ed esigenti lettori sono caldamente invitati alla più attenta tipologia di ascolti.

(2009, Lo Recordings)

01 Love Tendrilises
02 Breeze
03 A Ray Of Light
04 A Flower White
05 The Natural Process
06 Reflect Mind
07 Inside Foresighted
08 Meltwater
09 Tree Surgeon
10 Suture
11 Bonda
12 12 Days 12 Nights
13 Warmth

A cura di Marco Giarratana