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The Deslondes – S/T

thedeslondesalbumCanzoni da “The Old Corral”, pupe da strapazzare, watermelon da sbranare e cieli mega stellati da profonda provincia yankee. Tutto è semplice e rurale in questo bel disco degli americani The Deslondes, quintetto dei dintorni di New Orleans che con quest’omonimo album, provano a mettere fuori la testa oltre gli steccati dell’anonimato per esordire verso i grandi ascolti, e già pare una scommessa vinta, per lo meno verso quei padiglioni auricolari avvezzi al genere bluegrass, country folk fino alle melodie traditionals immortali che ancora falciano cuori e “aiutano” a metter su famiglia alla svelta.

Tracce da frontiera e da sogni dilatati, dodici elementi sonori che danno all’immaginazione il senso di raccolto e al contempo infinito, i grandi open space di un’America anelata a simbolo di libertà totale qui si raccontano in ballate di chitarre come Low Down Soul, coretti, violini, fiddle in Less Honkin’ More Tonkin’, pianoforti verticali scassati e in preda ad honky tonky avvinazzati in The Real Deal, vecchi ricordi d’indiani e cowboys, eroi impolverati in Time To Believe In, tutto qui è west al quadrato e tutto è impregnato fradicio di miasmi di Bourbon da quattro soldi in Heavently Home.

Il Mississippi a due passi e una luna perennemente rotonda poco più in là, queste le atmosfere per un ascolto piacevole e rilassante dove i giovanissimi The Deslondes suonano melodie senza tempo, facendo brecce e tagli nell’anima di chi ama scorrazzare in questi piccoli paradisi sonori con un proprio e virtuale “ronzino” da spronare al cammino.

(2015, New West)

01 Fought The Blues And Won
02 Those Were (Could’ve Been) The Days
03 Heavenly Home
04 Less Honkin’ More Tonkin’
05 Low Down Soul
06 The Real Deal
07 Still Someone
08 Time To Believe In
09 Louise
10 Simple And True
11 Same Blood As Mine
12 Out On The Rise

IN BREVE: 4/5

Max Sannella
Giornalista e critico musicale da tempo, vivo nella musica per la musica, scrivo di suoni, sogni e segni per impaginare gli sforzi di chi dai sistemi sonori e dalle alchimie delle parole ne vuole tirare fuori il ritmo vitale dell’anima.