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White Lung – Paradise

whitelungparadiseCome a festeggiare i dieci anni di carriera, i canadesi White Lung al comando della graffiante ma ancor incisiva voce di Mish Way, danno alle stampe il loro quarto disco, un full length caloroso come sempre ma con gli angoli leggermente smussati in favore di melodie e prese radio friendly. Paradise è una passata veloce e supersonica di dieci brani, filettati da power punk, che a malapena si fanno assaporare se non si è svelti ad afferrarne le trame, gli speed.

Sì, una certa melodia è prepotentemente presente, fattore di maturità più che altro, ma quello che passa primariamente è la forza istintiva e sotto sotto abrasiva che la band ancora non vuole lasciare, preferendo i graffi, le ustioni e l’estetica punk, ammorbiditi pur di non troncare definitivamente col passato: ed ecco che allora che i White Lung restano una di quelle band che rimangono ostinatamente sul pezzo, sbeffeggiando comunque chiunque.

Ancora intatte le liriche femministe della Way, precisi i ritmi vorticosi e urticanti, piene e serrate le maglie generali del sound, tutto ancora in regola per piacere e far sbattere masse di ascoltatori, masse che al contatto di Narcoleptic, Demented, Hungry e Vegas (pescate random dalla tracklist) possono ancora perdere la testa o addirittura fracassarsela nei poghi istigati.

(2016, Domino)

01 Dead Weight
02 Narcoleptic
03 Below
04 Kiss Me When I Bleed
05 Demented
06 Sister
07 Hungry
08 I Beg You
09 Vegas
10 Paradise

IN BREVE: 3/5

Max Sannella
Giornalista e critico musicale da tempo, vivo nella musica per la musica, scrivo di suoni, sogni e segni per impaginare gli sforzi di chi dai sistemi sonori e dalle alchimie delle parole ne vuole tirare fuori il ritmo vitale dell’anima.