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Brit Rock: Top 10 Video

Il britpop – genere che ha contribuito a rinverdire i fasti della british invasion di beatlesiana memoria – esaurì rapidamente la sua spinta propulsiva al termine degli anni ’90, lasciando comunque una pesante eredità alla musica inglese del nuovo millennio. Per questo motivo negli ultimi anni si è sempre più parlato di brit rock, termine che ben riassume l’insieme di band del mondo anglosassone che, mantenendo parecchi legami con il glorioso passato, durante l’ultimo ventennio ha invaso le classifiche musicali di mezzo mondo. Il brit rock è stato anche fedele testimone della definitiva consacrazione del videoclip come strumento di comunicazione musicale di massa: prima a livello televisivo (indimenticabili gli esordi italiani di MTV e la defunta Videomusic/TMC2), poi su internet. Ecco una Top 10 dei migliori video brit rock di sempre, con gli inevitabili classici e qualche clamorosa sorpresa.

01 – THE COOPER TEMPLE CLAUSE, “BLIND PILOTS”

Vince la defunta band dei sobborghi di Reading, mai troppo rimpianta. I “piloti ciechi” ci accompagnano in un infernale viaggio nella bestialità umana, partendo da un classico addio al celibato che termina nel modo più imprevedibile. Binomio musica-immagini indimenticabile.

02 – NEW ORDER, “CRYSTAL”

Erano spariti da parecchio tempo: tornarono nel 2001 con un brano incendiario, accompagnato da un video geniale. Band giovane e fittizia che canta e si dimena, con tanto di luci soffuse e finale in rissa. A proposito, la band immaginaria si chiamava “Killers”: idea fondamentale per Brandon Flowers e soci, pronti al successo planetario giusto un paio d’anni dopo.

03 – VERVE, “BITTER SWEET SYMPHONY”

La passeggiata aggressiva e strafottente simbolo del brit pop. Idea semplice ma efficace, impreziosita da uno scheletrico Ashcroft che buca letteralmente lo schermo. Nonostante la sua dignitosa carriera solista, resta il rimpianto per quello che la band di Wigan avrebbe potuto e dovuto fare negli anni successivi al boom di “Hurban Hymns”.

04 – BLUR, “GIRLS AND BOYS”

Damon Albarn e soci sono stati protagonisti di video ben più sofisticati (vedi “Coffee And TV”) ma nulla batte l’atmosfera estiva da primi anni ’90 di questo pezzo. Era il 1994: il web praticamente non esisteva, Baggio segnava alla Nigeria e la guerra Oasis vs. Blur era alle porte. Bei tempi.

05 – SUPERGRASS, “MARY”

Ritmo, atmosfere dark, momenti splatter: tutto quello che un buon video dovrebbe avere per accompagnare una gran canzone come “Mary”. Le basette da lupo mannaro di Gaz Coombes sono la ciliegina sul torta.

06 – OASIS, “FALLING DOWN”

Doppia vita di una turbolenta principessa britannica – ipotetica sorella di William ed Harry – tra inconfessabili eccessi privati ed il rigido protocollo reale. Presenza minimale e magnetica della band, con un cameo virtuale del Principe Carlo. Un magnifico canto del cigno: quello che è di gran lunga il miglior video degli Oasis è anche l’ultimo della loro fortunata carriera.

07 – MANIC STREET PREACHERS, “SO WHY SO SAD”

Pochi mesi prima dell’11 Settembre i gallesi pubblicano questo video, con tanto di sbarco armato su una spiaggia presumibilmente californiana. Il contrasto tra i soldati impegnati in manovre di guerra e la tranquillità tipica della spiaggia americana è impressionante e la dice lunga sul concetto di “intoccabilità” del suolo americano che ha resistito fino all’attacco delle torri gemelle. Scena finale da antologia.

08 – BADLY DRAWN BOY, “SPITTING IN THE WIND”

Ottima idea basata sull’improbabile coppia formata dal cantautore inglese ed una Joan Collins in stato di grazia. Lui risolleva il morale di lei, depressa per gli anni che passano inesorabili. Risultato delizioso.

09 – WHITE LIES, “THERE GOES OUR LOVE AGAIN”

Video ben più recente degli altri menzionati, ma che ha tutti i titoli per essere in classifica. Il regista James Slater vuole omaggiare la Bollywood degli anni ’60 con un delicato ballo mascherato al quale fanno da contraltare i White Lies, nell’insolita veste di band d’accompagnamento. Eppure funziona.

10 – ASH, “A LIFE LESS ORDINARY”

Finalmente una canzone concepita per un film (l’omonima pellicola di Danny Boyle) accompagnata da un buon video. La mescolanza tra le immagini della band e quelle dell’opera cinematografica è complicata, ma il risultato è soddisfacente. Da ricordare l’entusiasmante e colorata corsa finale dei giovanissimi Ash (era il 1997).