#MySong: “Take Me Somewhere Nice”, Mogwai

Take Me Somewhere Nice
Mogwai
“Rock Action”, 2001

Che casino la città. Luci, suoni, frastuono. Questi palazzi che ti rendono un microbo. Questi ponti acuminati come coltelli. Queste strade bucate come avambracci blu. Questi vicoli freddi come termometri rotti. Le città sanno essere tue alleate ma alle volte le peggiori nemiche in circolazione: perché se è inverno, sei a pezzi e le falde del tuo cappello sono curvate dalla pioggia; se non hai santi a cui rivolgerti e alle spalle ti sei lasciato tutti i tuoi amici, compresa un’auto ingolfata di tristezza, loro, le città, se la ridono grassamente. Ridono di te. Ti beffeggiano. Ma poi capiscono, capiscono il tuo momento nero e ti offrono luce. Un fascio disegnato da un lampione, una bava ai piedi di una porta, il lampeggiare di un aereo svettante sulla testa, un neon balbettante fuori da un negozio di mobili. Un’astronave spaziale dal volto tumefatto. Qualcosa di bello. Qualsiasi cosa. Anche un fantasma vestito da Dio. Anche una foto di tanti anni fa. Qualcosa di bello. Qualsiasi cosa. Le città ci tradiscono. Ma mai fino in fondo.