Home EXTRA ANNIVERSARI Rage Against The Machine: 20 anni di The Battle Of Los Angeles

Rage Against The Machine: 20 anni di The Battle Of Los Angeles

Strana casualità – ma probabilmente non lo è affatto – ritrovarsi a celebrare il ventennale dell’ultimo lavoro in studio dei Rage Against The Machine esattamente un giorno dopo la bomba sganciata dai loro social, bomba che li vuole riuniti, il prossimo anno, per una manciata di date. Al confine con il Messico, quello stesso confine lungo il quale qualcuno vorrebbe ergere muri il più alti possibile, quello stesso confine non troppo distante dalla loro Los Angeles, metropoli emblema di una nazione che oggi come negli anni ’90 vive uno spietato e arrogante contrasto politico e sociale.

The Battle Of Los Angeles nasceva esattamente da lì, dalla crisi finanziaria che stava corrodendo milioni di famiglie e che i RATM vanno a combattere in strada, fra la gente, come nel videoclip di Sleep Now In The Fire, dove invadono il simbolo Wall Street e in cui compare il tristemente profetico cartello “Donald J. Trump for President”; nasceva dalla militarizzata politica estera degli Stati Uniti, che aveva già portato alla prima Guerra del Golfo e di lì a poco avrebbe condotto anche alla seconda, lo stesso modus operandi che oggi vede gli U.S.A. militarmente coinvolti altrove; nasceva dalla gentrificazione che aveva stravolto intere aree urbane, dall’emarginazione delle fasce più deboli rappresentate da immigrati provenienti in gran parte proprio da oltre quel confine col Messico. Nasceva, insomma, da un contesto fin troppo sovrapponibile a quello odierno.

Zack De La Rocha e i suoi chiudevano così il millennio, il secolo del progresso, il più veloce dell’intera storia dell’uomo, con la loro personalissima battaglia a supporto dell’opaco rovescio di una medaglia splendente solo e sempre dalla stessa faccia. Lo fanno a modo loro, partorendo un testamento discografico ancora più crudo e ficcante dell’omonimo esordio del 1992 e di “Evil Empire” del 1996, dando voce a chi la voce era stata tolta a forza (emblematica in tal senso Voice Of The Voiceless, dal soprannome dell’attivista Mumia Abu-Jamal).

Le consuete arrembanti barre di De La Rocha si fondono con le vene metal e funk nelle corde di Morello, Commerford e Wilk, marchiando un disco la cui violenza estetica e concettuale può essere trasversalmente applicata ad ogni sopruso perpetrato dal 2 Novembre del ’99 a oggi. Anzi, soprattutto oggi, tempi in cui – come allora – la paura dello straniero avanza prepotentemente, le strade bruciano e la gente muore per aver semplicemente provato a reclamare il proprio diritto ad avere una vita.

DATA D’USCITA: 2 Novembre 1999
ETICHETTA: Epic

Emanuele Brunetto
Avvocato mancato, giornalista, programmatore musicale in radio ma soprattutto divoratore compulsivo di musica, presenzialista convinto ai concerti e collezionista incallito di CD e vinili. Fondatore e direttore responsabile de Il Cibicida.