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ROCKABOLARIO: Marilyn Manson

Personificazione del male per alcuni, profeta per moltissimi altri. Questo è Brian Warner, provocatore per eccellenza, figlio delle contraddizioni dei tempi moderni, incarnazione dei vizi della tutt’altro che perfetta società americana. Puntando il dito contro la decadenza della cultura occidentale, Warner è riuscito nella sua ormai ultra ventennale carriera nell’impresa di smontare il labile apparato di perbenismo e bigottismo dietro cui la società del benessere è riuscita a nascondere le proprie magagne per decenni. Fantoccio o genio, pagliaccio o mito, nessuno di coloro che sono venuti in contatto con MARILYN MANSON è riuscito a rimanere indifferente. Eccolo qui raccontato dalla A alla Z.

 

A di ANTICHRIST SUPERSTAR – Nel 1996 esce la consacrazione totale del fenomeno Marilyn Manson. Il disco, prodotto da Trent Reznor così come il debutto del ’94, è il primo capitolo della cosiddetta “trilogia del verme”. Il sound è più pulito dell’esordio, l’artwork è ricercatissimo così come i videoclip dei singoli estratti. Il simbolismo raggiunge i massimi livelli (soprattutto dal vivo) con il vero inizio di quell’iconoclastia che farà di Marilyn Manson il nemico pubblico numero uno dell’America conservatrice (vai alle lettere I e T).

B di BIOGRAFIA – Tra gli innumerevoli volumi che ripercorrono la parabola del personaggio Marilyn Manson ce n’è uno decisamente più importante, in quanto autobiografia: “The Long Hard Road Out Of Hell” (titolo italiano “La mia lunga strada dall’inferno”), pubblicata nel ’98 e scritta insieme al giornalista Neil Strauss, è incentrata soprattutto sull’infanzia del giovane Warner e sul racconto delle perversioni di un nonno che in cantina nascondeva riviste e filmati pornografici, intimo femminile e oggetti erotici. Da quelle scoperte, fatte insieme al cugino Chad, Brian prenderà spunto per elaborare la sua figura artistica (vai alla lettera N).

C di COLUMBINE – Il 20 Aprile del 1999 Eric Harris e Dylan Klebold, due studenti della Columbine High School, in Colorado, si introducono armati nella loro scuola, fanno una strage e poi si suicidano. Tredici le vittime, tantissimi i feriti. Tra gli ascolti dei due giovani squilibrati c’era anche Marilyn Manson che, già nell’occhio del ciclone dopo la pubblicazione di “Antichrist Superstar”, viene additato come responsabile morale della strage con il suo incitamento all’odio. Nel 2002 il regista Michael Moore realizza il documentario poi premio Oscar “Bowling for Columbine”, in cui lo stesso Manson viene intervistato avendo finalmente la possibilità di dire la sua sulla questione (vai alle lettere A e I).

D di DITA VON TEESE – Tra le numerose relazioni sentimentali attribuite a Manson, quella su cui i riflettori sono stati più puntati lo ha visto accanto alla modella Dita Von Teese, reginetta del burlesque. I due, coppia dal 2001, convolano a nozze il 28 Novembre del 2005 in Irlanda, con una cerimonia officiata dal regista Alejandro Jodorowsky. Il 30 Dicembre del 2006, dopo poco più di un anno e una quantità impressionante di copertine e servizi sui rotocalchi, la Von Teese chiederà il divorzio.

E di EURYTHMICS – Nonostante l’anno precedente fosse già uscito l’esordio “Portrait Of An American Family”, la popolarità di Marilyn Manson iniziò a crescere solo nel 1995 grazie alla sua reinterpretazione della “Sweet Dreams (Are Made Of This)” degli Eurythmics, contenuta nell’EP “Smells Like Children”. Da quel momento in poi il brano ha difficilmente abbandonato le setlist dei suoi concerti.

F di FORT LAUDERDALE – Dopo l’infanzia, le scuole primarie e il liceo in Ohio, la famiglia Warner si trasferì a Fort Lauderdale, in Florida, giusto in tempo per permettere a Brian di iscriversi al Broward College. Il cambio di città risultò fondamentale nel perseguimento delle ambizioni artistiche di Brian, che si trovò così a vivere in un ambiente decisamente più stimolante della provincia in cui era nato e aveva vissuto fino ad allora (vai alle lettere B, G, O e S).

G di GIORNALISMO – Ai tempi del Broward College di Fort Lauderdale, in Florida, Brian Warner era più che deciso a intraprendere la professione di giornalista musicale. Scriveva per la rivista 25th Parallel e su quelle pagine pubblicò, fra le altre, anche un’intervista a quello che sarebbe divenuto il faro della parte iniziale della sua carriera artistica nonché un amico: Trent Reznor dei Nine Inch Nails (vai alla lettera T).

H di HOLY WOOD – Monumentale concept dato alle stampe nel 2000, chiude la trilogia idealmente iniziata con “Antichrist Superstar”. Totalmente scritto, suonato e arrangiato da Brian Warner, è l’album più genuino della sua intera produzione. L’incazzatura è sincera e furibonda, Manson risponde così alle critiche post-alleggerimento del precedente “Mechanical Animals” (vai alle lettere A e M).

I di IRRESPONSIBLE HATE ANTHEM – Traccia d’apertura di “Antichrist Superstar”, è uno di quei brani che contribuì enormemente a far crescere le invettive della parte più conservatrice della società americana contro Marilyn Manson, reo a loro modo di vedere di professare l’odio in ogni sua forma e influenzare così negativamente le nuove generazioni (vai alle lettere A e C).

J di JOHNNY DEPP – Delle svariate amicizie vantate da Manson a Hollywood, la più importante è senza dubbio quella con l’attore Johnny Depp, divenuto nel corso degli anni uno dei suoi migliori amici. Depp, da sempre appassionato rocker, è il protagonista del videoclip di “SAY10” e diverse volte è salito sul palco con la band in qualità di chitarrista, tanto da far sospettare di recente che potesse entrarne a far parte in pianta stabile. Manson, inoltre, è il padrino di Lily-Rose Melody, figlia di Depp e della modella/attrice Vanessa Paradis.

K di KMFDM – Se gli innegabili punti di riferimento concettuali di Marilyn Manson sono stati artisti come Alice Cooper, David Bowie, Ozzy Osbourne e Iggy Pop, dal punto di vista strettamente musicale invece la band ha pagato pegno fin dagli esordi all’industrial metal di formazioni quali Nine Inch Nails, Ministry, White Zombie e soprattutto i tedeschi KMFDM, con cui sono molteplici i punti di contatto (basti ascoltare brani come “Posthuman”, da “Mechanical Animals”, per rendersene conto).

L di LOST HIGHWAY – Nel 1997 Brian Warner fa il suo debutto nel mondo del cinema recitando la parte di un attore porno in “Strade perdute”, pellicola del maestro David Lynch con cui Warner stringerà un duraturo rapporto d’amicizia. L’apporto di Marilyn Manson è significativo anche nella relativa colonna sonora cui contribuisce con due brani, “Apple Of Sodom” e “I Put A Spell On You”.

M di MECHANICAL ANIMALS – Secondo capitolo della trilogia inaugurata nel ’96 con “Antichrist Superstar”, le differenze rispetto a quest’ultimo ci sono e si sentono tutte: le chitarre hanno un tocco meno ruvido alle chitarre e da quasi metal virano su un più leggero glam rock. Le lyrics passano dalla rabbia all’autocommiserazione e ai turbamenti psichici. Si fa pressante l’ossessione per le droghe, uno dei maggiori capi d’accusa usati dai detrattori di Manson (vai alle lettere A e H).

N di NONNO – Brian Warner ha sempre parlato in termini piuttosto strani dei propri parenti, ipotizzando persino che la malattia mentale sia geneticamente presente nella sua famiglia. Nello specifico, la descrizione che Manson fa del nonno nell’autobiografia “The Long Hard Road Out Of Hell” è esplicativa, dipinto come una persona piena di perversioni sessuali che nascondeva dietro una facciata di perbenismo. Il perfetto punto di partenza per quella che sarà la disamina sociale nei dischi di Marilyn Manson (vai alla lettera B).

O di OHIO – Nato il 5 Gennaio del 1969 a Canton, cittadina dell’Ohio, Brian Warner ha assorbito per tutta l’infanzia e l’adolescenza il malessere, il vuoto, la banalità e le contraddizioni dell’estrema provincia americana per poi riversarli nella sua musica, incentrando gran parte della sua disamina sociale sullo stretto rapporto tra l’arretratezza culturale e l’imperversante morale cattolica (vai alle lettere B, N e W).

P di PITTURA – Artista a tutto tondo e non solo musicista, Marilyn Manson ha iniziato a dipingere già alla fine degli anni Novanta, riuscendo nel corso del tempo a prendere parte a diverse mostre e inaugurando anche una sua personale galleria d’arte a Los Angeles, la Celebritarian Corporation (vai alla lettera R).

Q di QUOTES – I riferimenti letterari e il citazionismo sono uno degli aspetti fondanti delle lyrics di Marilyn Manson, ma lo stesso Warner si è dimostrato negli anni un attento analista della realtà che lo circonda, venendo spesso citato a sua volta. Tra le dichiarazioni più celebri c’è quella rilasciata a Michael Moore per il documentario “Bowling for Columbine”, quando il regista gli chiese cosa avrebbe detto ai due ragazzi autori della strage se ne avesse avuto la possibilità: “I wouldn’t say a single word to them. I would listen to what they have to say, and that’s what no one did” (“Non gli avrei detto neanche una parola. Avrei ascoltato ciò che loro avevano da dire, cosa che nessun altro ha fatto”) (vai alla lettera C).

R di RECITAZIONE – Oltre come musicista e pittore, le performance artistiche di Marilyn Manson hanno spesso interessato anche il cinema. Dopo il debutto del 1997 nel “Lost Highway” di Lynch, Warner è comparso in svariate altre pellicole, tra cui ricordiamo “Party Monster” (2003) e “Ingannevole è il cuore più di ogni cosa” (2004). Numerose anche le sue comparsate in serie televisive, tra cui “Californication” e “Sons Of Anarchy” (vai alle lettere L e P).

S di SPOOKY KIDS – Prima di accorciare il nome della band facendolo corrispondere con il moniker del proprio fondatore, c’erano Marilyn Manson & The Spooky Kids. Formatisi nel 1989, agli inizi degli anni ’90 la band maturò un certo seguito negli ambienti alternativi del Sud della Florida, tanto da guadagnarsi nel 1993 la chiamata alle armi della neonata Nothing Records di Trent Reznor, prima band a firmare per l’etichetta (vai alla lettera T).

T di TRENT REZNOR – Conosciutisi nei panni di giornalista/intervistatore e musicista/intervistato, Marilyn Manson e Trent Reznor hanno avuto quel tipo di rapporto che c’è tra un allievo ambizioso (Manson) e un maestro cui non va di essere messo in discussione (Reznor). Il leader dei Nine Inch Nails è stato figura cruciale nell’evoluzione musicale di Marilyn Manson, produce i primi due album della band, li mette sotto contratto con la propria etichetta e li porta in tour. Qualche anno dopo, quando il successo commerciale di Manson diventerà persino più grande di quello dei NIN, i due si allontaneranno per non ritrovarsi più (vai alle lettere A, G e S).

U di UNTITLED – Nella prima parte di carriera Marilyn Manson ha spesso inserito una traccia nascosta nei suoi dischi: c’è la “Track 16” nell’EP “Smells Like Children”, c’è la “Track 99” in “Antichrist Superstar” e c’è una hidden track senza titolo in “Mechanical Animals”. Quest’ultima è contenuta nella sola versione in CD del disco ed è accessibile solo se il CD viene fatto girare in un computer: a quel punto un software contenuto nel CD lancia due gallerie fotografiche con la traccia in sottofondo.

V di VIDEOCLIP – Parte integrante dell’immaginario cercato e voluto da Marilyn Manson per la sua musica, i videoclip hanno sempre giocato un ruolo determinante nella diffusione dei suoi messaggi. Pieni zeppi di simbolismo e alla perenne ricerca dello shock, tra i migliori della produzione targata Manson vanno annoverati quelli firmati dalla regista italiana Floria Sigismondi per “The Beautiful People” e “Tourniquet”, entrambi estratti da “Antichrist Superstar” (vai alla lettera A).

W di WARNER – Universalmente conosciuto come Marilyn Manson, all’anagrafe è Brian Hugh Warner, figlio di Barbara Wyer e Hugh Angus Warner. Il nome d’arte deriva dalla vincente intuizione di mettere insieme due icone assolute degli anni ’60 americani: di bellezza e luce la prima, l’attrice Marilyn Monroe, di malvagità e buio la seconda, il criminale Charles Manson. Per anni tutti i membri della band si sono affidati a questo tipo di accostamenti per dar vita ai propri alter ego artistici (vai alla lettera Z).

X di XXX – La sessualità e la pornografia sono stati fin dall’adolescenza elementi di forte attrazione per Brian Warner, tanto che nel corso della sua carriera sono stati svariati i contatti più o meno diretti con il mondo XXX. Ad esempio in “Lost Highway” Marilyn Manson ha interpretato un attore porno, ha stretto amicizia con svariate pornostar tra cui la famosissima Jenna Jameson e più di recente ha anche messo in vendita un vibratore con la propria faccia stampata sopra (vai alle lettere B, L e N).

Y di YOU AND ME AND THE DEVIL MAKES 3 – Nonostante i riferimenti al diavolo siano ricorrenti nelle lyrics di Marilyn Manson (vedi il caso di questo brano contenuto in “Eat Me, Drink Me” del 2007) e nonostante l’amicizia con il fondatore della californiana Chiesa di Satana, l’occultista Anton LaVey, Brian Warner ha sempre rifuggito le accuse di satanismo, dichiarando di non credere al diavolo (e quindi di non adorarlo) semplicemente perché non crede neanche a Dio. Dal suo punto di vista il satanismo altro non sarebbe se non l’adorazione dell’uomo coi suoi pregi e i suoi difetti.

Z di ZIM ZUM – All’anagrafe Timothy Michael Linton, Zim Zum è stato il primo membro dei Marilyn Manson a interrompere la lunga tradizione che vedeva nascere i loro soprannomi dall’accostamento tra il nome di una diva e quello di un serial killer. Linton entra a far parte della band nel 1996 come chitarrista al posto del fondatore Daisy Berkowitz, giusto in tempo per prendere parte al mastodontico “Dead To The World”, il tour a supporto di “Antichrist Superstar”. Zim Zum verrà a sua volta sostituito da John 5 subito prima del tour di “Mechanical Animals”.

Emanuele Brunetto
Avvocato mancato, giornalista, programmatore musicale in radio ma soprattutto divoratore compulsivo di musica, presenzialista convinto ai concerti e collezionista incallito di CD e vinili. Fondatore e direttore responsabile de Il Cibicida.