Malcolm Middleton – 15/04/2008 – Roma – Circolo Degli Artisti

Sappiamo bene com’è finita la storia degli Arab Strap. Non è il caso di aggiungere altro su un gruppo che ha deciso, pacificamente, di sciogliersi. Capita, è la vita. Dunque si guarda avanti e Malcolm Middleton l’ha fatto sin da subito con una nuova uscita discografica (la sua terza) datata marzo 2008: “A Sleight Of Heart”. Perché, il musicista silenzioso, messo lì di lato a ricamare le musiche degli Strap, aveva sempre dato l’impressione di una forte esigenza di spazio e di “fuggire” dall’ingombrante figura di Aidan Moffat. Perché il lato unplugged della band scozzese era ciò per cui lui spingeva di più, ascoltare per credere il “The Acoustic Request Show” degli Arab Strap nel quale a farla da padrona è la sua chitarra acustica. Ed ecco che al Circolo Degli Artisti, Malcolm si presenta con tutto il bagaglio folk e le radici scozzesi contenute nelle sue idee musicali: melodia, chitarrismo docile, umore country. Sul palco, però, non è solo. Alla sua sinistra siede una tanto dolce quanto imbarazzata Jenny Reev (?) che stringe tra le mani il violino elettrico, ed alle sue spalle il contrabbassista Steve Jelbert in piedi a far dondolare lo strumento. Malcolm, invece, imbraccia la sua sei corde acustica per l’intera durata del concerto, non la molla mai. E da quegli arpeggi partono tutte le canzoni proposte al pubblico del Circolo. Brani delicati, d’atmosfera, acustici, con la voce baritonale di Malcolm ad intrecciarsi con le corde dolcissime di Jenny, stretta in un lungo vestito nero. Tutto “made in Scotland”: dall’accento di Malc fino ai capelli rossi di tutti e tre. Middleton è pacato come storia lo ha sempre ricordato, chiacchiera col pubblico tra un pezzo e un altro, sorride sornione, non s’alza mai dalla sua seggiola posta al centro del palco. E snocciola pezzi dal suo nuovo disco da solista: “Blue Plastic Bags”, “Follow Robyn Down”, “Hey You”, ballate sentimentali, “sad songs” che ogni tanto velocizzano il proprio andazzo con il tamburello di Jenny, ogni tanto lo deprimono con le pizzicate di contrabbasso di Steve. Middleton sembra essere particolarmente contento quando vede che dalla prima fila in molti stanno lì a cantare le sue parole, così li ringrazia con “Kate Moss”, pescata direttamente dagli Arab Strap. Ma non c’è tempo per i rimpianti, né per la malinconia. Questo nuovo Middleton è invece tutto da gustare.

A cura di Riccardo Marra