I nostri Feed RSS  Il Cibicida su Facebook  Il Cibicida su Twitter  Il Cibicida su Google+  Il Cibicida su Twitter  Il Cibicida su YouTube  Il Cibicida su MySpace  Il Cibicida su FriendFeed  Il Cibicida su Soundcloud  Il Cibicida su Last.fm

Mogwai

Agli esordi dei ’90 in Scozia viene rafforzandosi un movimento di musicisti underground che si interessa nell’interpretare il collasso del rock che aveva nascosto quà e là i suoi segni. Il post -rock più precisamente, fenomeno così poco organico ma con le idee chiare. E’ in questo contesto che i Mogwai nascono agli inizi del 1995, con tante sensazioni da esprimere tramite lunghi fiumi di musica e poche parole. Il ruolo fondamentale nella nascita della band va attribuito a Stuart Braithwaite (ex-Eska) e alla scena di Glasgow così fertile e favorevole alle waves musicali più disparate (Belle and Sebastian, Eska, Jesus and Mary Chain). All’inizio sono in tre: Braithwaite (voce e chitarra), Dominic Aitchinson (basso) e Martin Bulloch (batteria), ma riescono comunque a registrare il loro primo ep, Ten Rapid con l’aggiunta di un nuovo chitarrista: John Cummings. Di lì a poco viene sfornato il secondo ep: 4 Satin Ep, lavoro maggiormente sperimentale e rischioso soprattutto alla luce di un ancora fragile stile personale. Ma è durante la registrazione del primo lp della band, Young Team (1997), che viene raggiunto il nucleo definitivo della squadra giovane: arriva il terzo chitarrista: Brendan O’Hare. Con la pubblicazione di Young Team giunge una notevole popolarità britannica e la conseguente e antitetica voglia del gruppo di scomparire (tipica delle band post-rock): i componenti del gruppo, così si celano dietro a degli pseudonimi per la verità abbastanza improbabili: Stuart Braithwaite è pLasmatroN, Dominic Aitchinson è Demonic, John Cummings è Captain Meat, Martin Bulloch è Bionic e Brendan O’Hare sceglie The Relic. Young Team è il disco dei chiaroscuri, dell’agrodolce, della carezza seguita dal pugno, è un disco giovane, rischioso, sperimentale, dissacratore, presuntuoso e di una forza commuovente. Il tutto è contenuto in quella perla di brano che è Mogwai Fear Satan: interminabile brano strumentale che racconta una storia, quale? Non importa perché ognuno può vederci ciò che preferisce. Le chitarre dei nostri salgono e scendono per poi risalire di nuovo e acquietarsi col finale affidato ad un leggero flauto. La Chemikal Underground incassa il buon successo del disco e produce anche il seguito che già dal titolo (Come On Die Young, 1999) si presenta come una inquietante marcia attraverso la tristezza e le sensazioni più scure. Ed in effetti il disco appare più addomesticato e compassato, mancano le scariche indiavolate dell’esordio, mancano quei feedback senza senno ed anche i lunatici sbalzi umorali. Sembra quasi una maturazione della banda giovane che preferisce qui lasciarsi trasportare dalla penombra e dal languore. Rimane il mutismo in tutto l’album tranne che nella bellissima Cody, in cui comunque è assai difficile interpretare i sussurri di Braithwaite. Mutismo che viene a cadere con la pubblicazione di Rock Action, del 2000, in cui le voci acquistano una importanza maggiore; è come se i Mogwai abbiano deciso di aggiungerle come fossero strumenti veri e propri. Sicuramente decisivo in tal senso è la collaborazione con quel guru del post-rock americano che è David Pajo (Super Furry Animals, Tortoise), il quale presta la sua voce in Take me somewhere nice. Rock Action è l’album più venduto dalla squadra scozzese e forse uno dei più accessibili al pubblico sia per la sue arrangiature acustiche che per il sopraccitato uso delle voci. Nel 2003 i Mogwai escono con Happy Song For Happy People, dal titolo ironico ed istrionico. La depressione è nascosta (mica tanto) come in una caccia al tesoro, la band lascia l’ambizione sperimentale del disco precedente per rituffarsi nella loro versione più strumentale, nascosta… post rock. A cavallo fra il 2003 e il 2004 la band scozzese è in tour in giro per il mondo per promuovere l’ultima fatica; in attesa del nuovo lavoro in studio, nel febbraio 2005 viene pubblicato Government Commissions (BBC Sessions 1996-2003), una raccolta di estratti dalle Sessions tenute dai Mogwai per il programma della BBC condotto dal dj John Peel, il primo live del gruppo, preferito a registrazioni “on the road” perchè (come hanno dichiarato gli stessi Mogwai) le registrazioni della BBC sono di ottimo livello, superiori a gran parte di quelle ufficiali. E’ durante l’ultimo scorcio del 2005 che cominciano a spargersi voci circa il nuovo album della band scozzese: dapprima una tracklist sommaria, poi un titolo provvisorio, una copertina ed infine la data di pubblicazione. Il 3 marzo 2006 vede così la luce l’attesissimo Mr. Beast, l’album che segna il ritorno dei Mogwai a quel passato “pesante” ed ingombrante fatto di inserti rumoristici e feedback dissacranti. L’ennesima perla della produzione dei Mogwai è servita. L’hardcore di “Mr. Beast” viene in seguito sfumato dalla colonna sonora Zidane: A 21st Century Portrait nella quale Braithwaite e soci seguono le movenze calcistiche del campione francese nella sua ultima partita col Real Madrid. Il film del duo registico Gordon/Parremo, infatti, non molla mai Zizou nei novanta minuti di match, proprio come la musica dei Mogwai, nostalgica, onirica, melanconica. Nel 2008 ecco che l’ep “Batcat” preannuncia il ritorno degli scozzesi con The Hawk Is Howling. In copertina un falco con becco chiuso (a dispetto del titolo del disco), l’apertura è affidata alla magnifica sinuosità di I’m Jim Morrison, I’m Dead, l’album vive ci impressionanti chiaroscuri e cambiamenti di umore. Qualcosa del passato di “Come On Die Young” ma soprattutto l’apice delle qualità sonore dei Mogwai.

A cura di Riccardo Marra

DISCOGRAFIA

TEN RAPID – 1997
4 SATIN EP – 1997
YOUNG TEAM – 1997
KICKING A DEAD PIG (MOGWAI SONGS REMIXED) – 1998
COME ON DIE YOUNG – 1999
EP – 1999
ROCK ACTION – 2001
HAPPY SONGS FOR HAPPY PEOPLE – 2003
GOVERNMENT COMMISSIONS (BBC SESSIONS 1996-2003) (live) – 2005
MR. BEAST – 2006
ZIDANE: A 21ST CENTURY PORTRAIT (soundtrack) – 2006
THE HAWK IS HOWLING – 2008

CATEGORIA: MONOGRAFIE

TAG: