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Ceremony – The L-Shaped Man

thelshapedmanQuel nome lì, Ceremony, poteva trarre in inganno chiunque avesse deciso di avvicinarsi a questi cinque ragazzi californiani. Troppo facile il collegamento con i Joy Division/New Order, davvero troppo facile per non risultare naturale. Una volta messi su i loro dischi, però, era una pioggia di bordate hardcore, di un punk marcissimo e trasversale che prendeva tanto dalla West quanto dalla East Coast degli Stati Uniti.

Poteva trarre in inganno, sì, ma adesso non più: la trasformazione intrapresa con The L-Shaped Man, infatti, è per i Ceremony qualcosa di davvero sorprendente, sconvolto com’è stato tutto d’un tratto il sound della band. Questo quinto lavoro sulla lunga distanza dei californiani s’incastra senza mezza termini nella tradizione post punk, lasciando davvero pochissimo spazio a ciò che la band è stata fino al precedente “Zoo” del 2012, album che per più di metà rimaneva ancorato al già citato hardcore (e che per il resto lasciava intravedere spiragli di ciò che sarebbe stato).

La base di pianoforte su cui poggia l’intera Hibernation, che dà inizio al disco, chiarisce immediatamente che ciò che ci si trova ad ascoltare riserverà sorprese: Exit Fears e The Party mettono pesantemente sul piatto il fantasma di Ian Curtis, Your Life In America e The Separation hanno un tocco à la Interpol prima maniera (e si sa a chi devono tanto quegli Interpol, giusto per rimanere sul pezzo), mentre le più ruvide The Pattern e Root Of The World sono vicine ai Wire più di quanto si possa pensare. In conclusione, ecco che con The Bridge e The Understanding spunta anche un Peter Murphy d’annata, versione Bauhaus, a completare il quadro di riferimenti del genere.

Mentiremmo a giudicare questa nuova forma dei Ceremony originale, tutt’altro, ma gli va attestato un ammirevole coraggio (cambiare in questo modo dopo ben quattro album è un azzardo di non poco conto) e un background che si rivela di tutto rispetto e regala alla band ulteriori spazi d’azione.

(2015, Matador)

01 Hibernation
02 Exit Fears
03 Bleeder
04 Your Life In France
05 Your Life In America
06 The Separation
07 The Pattern
08 Root Of The World
09 The Party
10 The Bridge
11 The Understanding

IN BREVE: 3/5

Emanuele Brunetto
Avvocato mancato, giornalista, programmatore musicale in radio ma soprattutto divoratore compulsivo di musica, presenzialista convinto ai concerti e collezionista incallito di CD e vinili. Fondatore e direttore responsabile de Il Cibicida.