Home RECENSIONI RNDM – Ghost Riding

RNDM – Ghost Riding

ghostridingQuando si seppe che Jeff Ament si sarebbe imbarcato in un nuovo progetto extra-Pearl Jam, lo ammettiamo, storcemmo il naso in un misto di diffidenza e preoccupazione: troppo forte il radicamento, tanto musicale quanto umano, del bassista nella band per consentirgli di dare vita a qualcosa di davvero convincente fuori dai quei confini dorati. L’uscita di “Acts” (2012), esordio della sigla RNDM, aveva avvalorato il pregiudizio: un disco di rock semplice, scontato e neanche troppo tirato che difficilmente avrebbe potuto staccarsi di dosso l’etichetta di side project. Cosa, infatti, puntualmente accaduta.

Ma Ament è un osso duro e ha deciso di riprovarci, ed è sempre in compagnia del songwriter Joseph Arthur e del batterista Richard Stuverud che pubblica adesso questo Ghost Riding, lavoro che centra finalmente il bersaglio grosso: mettere momentaneamente nel cassetto i rispettivi background artistici per mettersi alla prova con qualcosa di diverso. Il risultato è un disco che altera e non poco il sound originario del trio, condendolo con inserti elettronici e divagazioni digitali che incredibilmente convincono, pur senza sorprendere.

La strumentazione classica è delicatamente poggiata su tappeti di beat, come nell’iniziale Stumbling Down che ha un qualcosa del Dave Gahan solista o in Confortable che ricorda persino gli Editors nell’approccio vocale di Arthur e nell’impianto new wave dei suoi tre minuti e mezzo. Poi anche la title track, Trouble, il gradevole andamento funky di NYC Freaks o Kingdom In The Sky, dimostrazioni principali della voglia di cambiare registro a un progetto destinato altrimenti all’anonimato.

Certo un paio di episodi, nello specifico Stray e la conclusiva Dream Your Life Away, sanno di riempitivo e stonano un po’ nella tracklist, con l’elettronica pressoché assente e reminiscenze del recente passato che riaffiorano inattese e non richieste, ma sono solo peccati veniali di un album certo non eclatante ma dal piglio fresco e, perché no, anche moderno.

(2016, Dine Alone)

01 Stumbling Down
02 Comfortable
03 Ghost Riding
04 Got To Survive
05 Stray
06 Stronger Man
07 Trouble
08 NYC Freeks
09 Kingdom In The Sky
10 It’s Violence
11 Dream Your Life Away

IN BREVE: 3/5

Emanuele Brunetto
Avvocato mancato, giornalista, programmatore musicale in radio ma soprattutto divoratore compulsivo di musica, presenzialista convinto ai concerti e collezionista incallito di CD e vinili. Fondatore e direttore responsabile de Il Cibicida.