Home LIVE REPORT Feeder @ The Academy, Dublino (16/10/2016)

Feeder @ The Academy, Dublino (16/10/2016)

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I voli low cost e certe abitudini civili (ovvero: lasciare aperti gli aeroporti anche la notte per i possessori di un titolo di viaggio della mattina successiva) aiutano a pianificare alcune trasferte che compensano in parte un calendario live italiano che presenta sempre più lacune. Non è esattamente questo il caso dei Feeder, perché questo è prettamente un tour d’oltremanica, che oltre al Regno Unito tocca anche l’Irlanda con tappa a Dublino, ma per chi vi scrive l’occasione era troppo ghiotta (anche grazie all’ultimo, ottimo album All Bright Electric) e dunque eccoci qua a scrivere di una serata che merita di essere raccontata.

Cominciamo dalla location: l’Academy è un posto impossibile da immaginare in Italia, fosse solo per la posizione: in pieno centro, giusto per quel sacrosanto concetto che il cuore delle città non va vissuto solo in funzione dello shopping. Ve l’immaginate l’Alcatraz a poche centinaia di metri dal duomo di Milano o l’Estragon sotto le due torri di Bologna? Ecco. Invece l’Academy si trova a pochi minuti a piedi dalle principali attrattive turistiche di Dublino, ed è dunque obbligatoria una passeggiata nella capitale irlandese prima del concerto.

Aprono la serata i Neon Wolf, giovane band locale che propone un indie rock assolutamente innocuo, ma di sicuro la predisposizione del sottoscritto non aiuta, visto che questa intensa toccata e fuga in terra irlandese è dovuta esclusivamente ai Feeder, protagonisti di un live da primi della classe . Grant Nicholas e Taka Hirose (chitarra/voce e basso) si presentano con vecchi e nuovi compagni di viaggio: il sempre fido Dean Deavall alle tastiere e due eccellenti nuovi innesti, il batterista Geoff Holroyde e il giovane e talentuoso Tom Gleeson alla chitarra.

La creatura musicale di Nicholas ha sempre avuto uno stile ben definito e al contempo variegato, ma l’impostazione del concerto ha il grande merito di uniformare il tutto rispetto al passato: non ci sono sbalzi e il  live rapisce nella sua impressionante compattezza. Dopo l’iniziale quiete di Another Day On Earth, parte infatti un unico, grande filo comunicativo che lega l’oscurità pop metal di Geezer (meraviglioso lo spettacolo visivo proposto sullo sfondo ), il rock’n’roll danzereccio di Paperweight, quello incazzato di Renegades e la poesia britpop di Just The Way I’m Feeling a tutte le altre canzoni del concerto. E colpisce che a piacere maggiormente siano proprio brani sulla carta più soft, protagoniste di questa massiccia “cura ricostituente”: esempio perfetto è Tender, che stasera impressiona in questa nuova veste e vince la palma di migliore esecuzione della serata.

I bis confermano la cura maniacale per i particolari, setlist compresa: la band ritorna sul palco con l’epicità della nuova Infrared-Ultraviolet, per poi concludere con il furore punk di Seven Days In The Sun e Just A Day. Non vorrebbero quasi smettere di suonare i Feeder, anche perché c’è effettivamente un fattore determinante per la buona riuscita della serata del quale non abbiamo ancora fatto menzione: il pubblico. Non un solo spettatore occasionale, ma 650 appassionati (le magliette della band non si contano) che danno vita a un grande momento di gioia genuina e corale, non troppo comune in un mondo musicale ormai pieno di presenzialismo di bassa lega e mode affini. Parlando con Grant Nicholas a fine serata, viene confermata la volontà di pianificare un tour europeo nel 2017: in caso di tappa italiana la presenza è consigliatissima, non ve ne pentireste.

SETLIST: Another Day On Earth – Universe Of Life – Renegades – Feeling A Moment – Pushing The Senses – Lost & Found – High – Eskimo – Paperweight – Tender – Come Back Around – Insomnia – Borders – Geezer – Just The Way I’m Feeling – Buck Rogers —ENCORE— Infrared-Ultraviolet – Seven Days In The Sun – Just A Day

Karol Firrincieli
Una malattia cronica chiamata britpop lo affligge dal lontano 1994 e non vuole guarire. Bassista fallito, ma per suonare da headliner a Glastonbury c'è tempo. Già farmacista, ha messo su la sua piccola impresa turistica. Scrive per Il Cibicida dal 2009.