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A Place To Bury Strangers – Pinned

Tempo fa era apparso su alcuni siti un articolo sull’esistenza scientificamente provata della sinestesia, il colore della musica. La contaminazione dei sensi durante una percezione è un fenomeno esistente da sempre e può avvenire tramite tutti i sensi e non solo tramite la vista. Con questa breve premessa, sarà agevole percepire in Pinned, ultimo lavoro degli A Place To Bury Strangers, un fortissimo odore di sostanze chimiche.

“Pinned” è stato scritto interamente da Oliver Ackermann, durante una relativamente breve fase di transizione personale e professionale. I locali che ospitavano la Death By Audio, oggi solo e-commerce, non esistono più e Ackermann ha chiuso materialmente le porte dei luoghi che hanno contributo ad accrescere la fama degli A Place To Bury Strangers come “The Loudest Band in New York”. “Pinned” è un album potenzialmente tossico, ma dotato di un’eleganza e di un rumore che conosce perfettamente la sua strada, facendo prendere le distanze dall’idea dello shoegaze come un capriccio di passaggio.

Nonostante Never Coming Back sia la traccia più lunga dell’album, “Pinned” mantiene una media di minutaggio costante rinunciando alla brevità in favore di chitarre chiassose e lunghi pattern percussivi, riecheggianti atmosfere intense e maniacali. Suoni e paesaggi che si rifanno The Cure e Bauhaus, come la opening track, Situation Changes e Was It Electric che sono tra i passaggi più interessanti, così come lo è altrettanto la formula vocale contrastante tra Ackermann e la nuova batterista Lia Simone Braswell, che nel 2017 ha preso il posto di Rubi Gonzalez. L’ingresso vocale della Braswell in Frustrated Operator, Too Tough To Kill, Attitude, Flickering Fly e particolarmente evidente in Punch Back (presente solo nell’edizione deluxe del disco) richiama pulsioni febbrili, rabbiose e violente tipiche della Patti Smith esordiente.

Detto questo, all’interno dell’album appare qualche momento un po’ più fiacco, come When You’re Alone e Now That You’ve Left It All che sfruttano ripetutamente il più semplice dei riff per apparire interessanti, finendo un certo punto per mollare la presa. Stuzzicante l’idea di mettere in commercio anche la Brainwashing Machine Edition dell’album, composta oltre che otto tracce in più, da un doppio vinile rosa, un cinturino e un pedale per chitarra a marchio Death By Audio.

Al netto di gadget seduttivi per chitarristi amanti dell’effettistica sonora, “Pinned” è un biglietto di sola andata per viaggiatori sedentari in territori decadenti e distaccati, un buon risultato per una band in lotta costante contro i fantasmi del passato, del presente e del futuro.

(2018, Dead Oceans)

01 Never Coming Back
02 Execution
03 There’s Only One Of Us
04 Situations Changes
05 Too Tough To Kill
06 Frustrated Operator
07 Look Me In The Eye
08 Was It Electric
09 I Know I’ve Done Bad Things
10 Act Your Age
11 Attitude
12 Keep Moving On
13 When You’re Alone (Deluxe Edition)
14 The World Dies (Deluxe Edition)
15 She Goes Out With The Devil (Deluxe Edition)
16 Flickering Fly (Deluxe Edition)
17 Punch Back (Deluxe Edition)
18 Delusion Of Time (Deluxe Edition)
19 Now That You’ve Left It All (Deluxe Edition)
20 I Will Follow You (Deluxe Edition)

IN BREVE: 3/5

Lejla Cassia
Catanese, studi apparentemente molto poco creativi (la Giurisprudenza in realtà dà molto spazio alla fantasia e all'invenzione). Musicopatica per passione, purtroppo non ha ereditato l'eleganza sonora del fratello musicista; in compenso pianifica scelte di vita indossando gli auricolari.