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A Place To Bury Strangers – Hologram

I fantasmi contro cui Oliver Ackermann combatte da un bel po’ d’anni a questa parte sono sempre il minimo comune multiplo del progetto A Place To Bury Strangers. Ma, a parte quelli e Ackermann stesso, la formazione newyorkese è sempre stata un cantiere aperto dal quale è costantemente fuoriuscito rumore, sebbene proveniente da attrezzi di volta in volta differenti. In questo nuovo EP, Hologram, ancora una volta cambiano gli addendi (con Oliver ci sono adesso i coniugi John e Sandra Fedowitz, ovvero i Ceremony East Coast) e la sigla APTBS si trasforma per non trasformarsi. Il forte afflato My Bloody Valentine di End Of The Night in apertura, quello Jesus And Mary Chain di I Need You in chiusura, il post punk industriale di I Might Have, quello decisamente più liquido di Playing The Part e lo shoegaze 2.0 di In My Hive fanno questo: svelano un campionario di spunti che, rimasticati ad oltranza ormai da anni, consentono ad Ackermann e alla sua creatura di assumere una propria caratteristica e riconoscibile forma, dove noise, shoegaze, industrial e fumi metropolitani s’incastrano alla perfezione. Sempre un gran bel sentire.

(2021, Dedstrange)

01 End Of The Night
02 I Might Have
03 Playing The Part
04 In My Hive
05 I Need You

IN BREVE: 3,5/5

Avvocato mancato, giornalista, programmatore musicale in radio ma soprattutto divoratore compulsivo di musica, presenzialista convinto ai concerti e collezionista incallito di vinili, CD e musicassette. Fondatore e direttore responsabile de Il Cibicida.