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Angine De Poitrine – Vol.II

Gli Angine de Poitrine sono simpatici. Come non essere d’accordo? Nessuno ha capito bene perché e per come abbiano raggiunto questo inestricabile momento di celebrità, ma che a esperirlo siano due musicisti capaci, che suonano insieme da vent’anni e da indipendenti, francamente, può solo fare un certo piacere. Ma c’è di più (e anche se tutti lo sanno, è bene mettere le carte sul tavolo). Anzitutto sono canadesi. Per antonomasia, dunque, i cugini buoni di quello che al momento, all’unanimità tra le persone dotate di un minimo di raziocinio ed empatia, è il paese più odiato al mondo. Indossano maschere e costumi non certamente sofisticati, piuttosto cartooneschi e artigianali. Si rifiutano di parlare la lingua degli esseri umani perché, dicono loro (a modo loro), sono in realtà due fratelli alieni chiamati Klek e Khn.

Sembra abbastanza, evidentemente, per confermare che non si prendono sul serio. Ed è ancora più divertente vedere, dunque, quanto la gente e la critica li stia invece, forse loro malgrado dopotutto, prendendo sul serio. Perché poi, chiaramente, oltre al fenomeno di costume c’è la musica. E di quella bisogna pur parlare. Possibilmente senza scomodare l’aggettivo “microtonale” – che se avesse una propria pagina su Instagram l’avrebbe vista esplodere di views dopo l’utilizzo scriteriato che se n’è fatto da queste parti. Perché al di là di tecnicismi, chitarre che sono anche bassi e menate varie, l’offerta del duo è in realtà piuttosto dritta. E per una buona parte contenuta in questo Vol.II è persino di encomiabile caratura: soprattutto il primo blocco composto dal trittico Fabienk/Mata Zyklek/Sarniezz. Tra le ultime tre tracce, invece, spicca solo Yor Zarad, tenuta in mezzo tra la polka non troppo riuscita di Utzp a la scarica Angor

Giunti non dallo spazio ma dalla pagina YouTube di KEXP, tanti live e reale gavetta, non è possibile prevedere se gli Angine de Poitrine avranno ancora lo stesso hype con un ipotetico futuro “Vol.III”. Verosimilmente no. Il che rende ancora più assurdo quanto accaduto, quanto in corso di accadere. Potrebbe essere il preludio di un grande ritorno per le chitarre, per le band, coadiuvato da quest’ondata di nostalgia canaglia indiesleaze trainata dai millennials. Oppure potrebbe essere un fuoco di paglia, un contenuto in mezzo agli altri, una bizzarria per chi non ha mai sentito nemmeno parlare del glam rock. Chi se ne frega. Gli Angine de Poitrine sono simpatici e auguriamo loro, simpaticamente, di spremere il massimo da quest’annata fantastica.

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IN BREVE: 3/5