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Chemtrails – The Joy Of Sects

La cosa certa di questo The Joy Of Sects, terzo lavoro in studio dei mancuniani Chemtrails, è che non ci si annoia affatto ad ascoltarlo, viste le molteplici evoluzioni che contiene al suo interno. La cosa meno certa, invece, è l’uniformità del modo in cui Mia Lust e soci riescono a metterle insieme queste evoluzioni, visto che per i quasi trequarti d’ora del disco si sbizzarriscono in un melting pot che parte da un imprinting tipicamente post punk per prendere repentinamente strade tra le più disparate, dal mood scanzonato delle Go-Go’s nell’iniziale Detritus Andronicus a quello più tirato dei Thee Oh Sees in Join Our Death Cult o Superhuman Superhighway, passando per un po’ di garage d’annata come in Sycophant’s Paradise, per i glitter luccicanti di Bang Bang e per certe chitarrine surfeggianti come in (Post – Apocalypstick) ma anche sparse altrove. Nel mezzo Lust si incazza il giusto contro un po’ di cose che non vanno, il che dà al disco ancora un’altra possibilità di lettura ma anche un pizzico di confusione. Interessante ma con qualche riserva.

2024 | PNKSLM

IN BREVE: 3/5