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Coriky – S/T

Dopo tanto attendere, il debut del progetto Coriky, trio di Washington formato da Ian MacKaye (Fugazi, The Evens, Minor Threat), Amy Farina (The Warmers, The Evens) e Joe Lally (Fugazi, The Messthetics) nel 2018, vede finalmente la luce, per combinazione, il giorno del venticinquesimo anniversario di “Red Medicine” dei Fugazi. Per la gioia di chi ne sente la mancanza, i richiami non mancano: le atmosfere oscillanti tra art punk, post hardcore e rock sperimentale che li contraddistinguevano sono state abilmente incorporate a influenze indie rock, provenienti dai The Evens, ed elementi jazz, tipici invece del recente progetto Messthetics, virando in definitiva verso un inedito post rock.

L’incipit in medias res è affidato a Clean Kill, il cui ritornello corale si contrappone al ritmo scandito dalle nerbate precise e secche della coppia basso/batteria, sistema adottato anche nella successiva e più jazzata Hard To Explain. La batteria e la voce di Amy dominano Say Yes: caratterizzata da un’alternanza di stacchi e riprese e da una chitarra distorta nel finale, qui prevalgono le influenze indie e funk.

Molto interessanti i virtuosismi e i passaggi strumentali del cupo post punk di Have A Cup Of Tea e le atmosfere post hardcore e vagamente grunge di Too Many Husbands, caratterizzata invece da taglienti riff di chitarra e dalla grinta della voce di Farina. Fanno seguito la più breve BQM che segna la metà del disco, il folk inaspettato di Last Thing e Jack Says, altro brano incentrato sulla figura di Amy Farina. È poi la volta delle ritmiche serrate di Shedileebop e della più quieta Inauguration Day che riprende i toni post punk della precedente Have A Cup Of Tea, mentre il lungo finale è lasciato alla sarcastica e ossessiva Woulda Coulda.

Acuminato quanto basta, Coriky segna un nuovo inizio per il consorzio MacKaye-Farina-Lally, senza soffermarsi solo sul passato su cui indubbiamente fonda il proprio sound. Un suo grande punto di forza è proprio la palpabile sintonia del trio, una macchina perfetta che, grazie alla capacità di continua reinvenzione dei singoli componenti, riserverà sicuramente molte altre sorprese.

(2020, Dischord)

01 Clean Kill
02 Hard To Explain
03 Say Yes
04 Have A Cup Of Tea
05 Too Many Husbands
06 Bqm
07 Last Thing
08 Jack Says
09 Shedileebop
10 Inauguration Day
11 Woulda Coulda

IN BREVE: 4/5

Martina Vetrugno
Studentessa di ingegneria informatica, musicofila, appassionata di arte, letteratura, fotografia e tante altre (davvero troppe) cose. Parla di musica su Il Cibicida e con chiunque incontri sulla sua strada o su un regionale (più o meno) veloce.