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David Bowie – The Next Day

Dieci anni d’assenza non possono passare inosservati, a maggior ragione se ti chiami David Bowie e hai scritto alcune delle pagine più importanti della storia della musica. Dieci anni di silenzi, non-apparizioni, non-voci, non-indiscrezioni, nulla di nulla. Tanto da far pensare alla fine – ancorché non ufficializzata – della sua esperienza artistica. Non avrai mica creduto, caro David, di poterti assentare un decennio e ritrovare la tua carriera lì ad attenderti, vero? Evidentemente il Duca Bianco c’ha creduto eccome, dato che ha scelto questo 2013 per dare vita ad uno dei ritorni più attesi del nuovo millennio.

Tutto in un paio di mesi: prima il singolo Where Are We Now?, pubblicato l’8 Gennaio, giorno del suo sessantaseiesimo compleanno; poi l’altro singolo The Stars (Are Out Tonight), rilasciato il 25 Febbraio e accompagnato da un videoclip con tutti i crismi: l’attrice Tilda Swinton a recitarci e l’iconica regista Floria Sigismondi a girarlo; poi la copertina dell’album, che riprende quella storica di “Heroes” editata ironicamente per l’occasione; poi lo streaming integrale e gratuito su iTunes, come a dire “tanto lo so che lo comprerete ugualmente il disco”; infine l’uscita ufficiale, spalmata in un’intera settimana a metà Marzo a seconda del Paese.

The Next Day, così, s’è servito della lunga stasi di Bowie e di una strategia di lancio oculata per creare attorno a sé un hype a dir poco mostruoso. Il risultato, dunque, non poteva e non doveva deludere. E, vi rassicuriamo immediatamente, non l’ha fatto. Le quattordici tracce che compongono l’album ci restituiscono un Bowie al top della forma, sicuro dei suoi mezzi e del suo stile, che mette da parte le sperimentazioni per riproporre ciò che meglio gli riesce.

Così quell’elettronica a tratti industrial a tratti drum and bass di un album come “Earthling” (1997) viene definitivamente meno, lasciando spazio a chitarre marcatamente rock, presenti in un brano come (You Will) Set The World On Fire o nel già citato secondo singolo, ma in definitiva un po’ in tutto il lavoro. Le atmosfere create in “The Next Day” hanno ben poco di quel modernismo artificiale e artificioso del Bowie degli anni ’90, pagando piuttosto pegno agli episodi più scuri della sua discografia in tracce come la conclusiva Heat, ballata fumosa che a Berlino ci sarebbe stata benissimo.

Nel percorrere sentieri già noti – tanto a lui che a noi – Bowie non cade però in quella trappola sempre dietro l’angolo che è l’autocitazionismo, il che è un risultato enorme ed apprezzabilissimo per un artista con quasi mezzo secolo d’attività alle spalle. Dopo decenni passati a ricercare la trovata ad effetto a tutti i costi, non “travestendosi” mai allo stesso modo due volte di fila, il Bowie del 2013 riesce ancora a stupire nel modo che meno t’aspetti: essendo semplicemente se stesso. Lunga vita al Duca.

(2013, ISO / Columbia)

01 The Next Day
02 Dirty Boys
03 The Stars (Are Out Tonight)
04 Love Is Lost
05 Where Are We Now?
06 Valentine’s Day
07 If You Can See Me
08 I’d Rather Be High
09 Boss Of Me
10 Dancing Out In Space
11 How Does The Grass Grow
12 (You Will) Set The World On Fire
13 You Feel So Lonely You Could Die
14 Heat

Avvocato mancato, giornalista, programmatore musicale in radio ma soprattutto divoratore compulsivo di musica, presenzialista convinto ai concerti e collezionista incallito di CD e vinili. Fondatore e direttore responsabile de Il Cibicida.