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Dinosaur Jr. – There Near

I Dinosaur Jr. non sono solo una band. I Dinosaur Jr. sono una comfort zone, sono un porto sicuro dove andare a ri-trovare certezze, confidenze, amici con cui condividere una passione comune, per certi versi anche un modo di affrontare la vita. Questo perché il trio di Amherst ha avuto un’ammirevole costanza nel portare avanti la propria carriera, una costanza fatta di pochi e semplici elementi ma fondamentali per renderli riconoscibili all’istante. There Near è il sesto album da quando J Mascis, Lou Barlow e Muprh sono tornati congiuntamente in pista ormai una ventina di anni fa, il tredicesimo in totale considerando anche la prima fondamentale porzione della loro storia (ormai più breve, sebbene indubbiamente più significativa, della seconda), un disco che per l’ennesima volta li fa ripartire senza pericolosi scostamenti dalla traiettoria di sempre.

Parole dello stesso J Mascis, a quanto pare è stato il modus operandi di Rick Rubin, che invita le band con cui lavora a riascoltare il proprio primo album per provare a far ritorno a quel sound, a ispirare i Dinosaur Jr. nella realizzazione di “There Near”: missione che possiamo dire riuscita visto che rispetto al recentissimo passato, in cui i tre avevano leggermente addolcito il lor soprattutto in fase di produzione (parliamo di “Sweep It Into Spaces” del 2021, che era stato co-prodotto da Kurt Vile), in questo “There Near” è evidente il ritorno a ciò che meglio gli si confà, ovvero abrasioni a pioggia e un’attitudine lo-fi che è quella che ne ha meravigliosamente segnato le sorti fin dagli esordi. Non c’è tanto spazio per il lavoro di cesello in “There Near”, i Dinosaur Jr. vanno dritti per la strada delle loro intuizioni senza ritornarci troppo sopra, anche quando sono melodie più lineari a farla da padrone come nel caso di Clam Along o quando i ritmi si fanno meno intrisi di tensione come in Read The Room.

Ovviamente l’intero disco si basa come sempre sulla libertà che Lou Barlow e Murph lasciano a J Mascis di sfogarsi nei suoi riconoscibilissimi riff, una libertà che J Mascis si prende tutta, a volte persino oltre il necessario. Ma si sa, se i Dinosaur Jr. sono le leggende dell’indipendente americano che sono, lo devono fondamentalmente al suo tocco alla sei corde, è questo ciò che si aspetta chi si approccia all’ascolto di un loro disco ed è questo che i Dinosaur Jr. sanno di dover dare. E succede immediatamente, a inizio album, in Several Got Away che lancia nell’iperuranio le dita soniche di J Mascic e ancor più in No Friends, dove nel finale del pezzo il livello − eccezionale, inutile sottolinearlo − è quello della jam tra fenomeni. Lo stesso accade in Take Me With You, che contiene il miglior assolo del disco in mezzo a decine di assolo notevoli.

Non mancano neanche stavolta un paio di pezzi interamente appannaggio di Lou Barlow: Blowin’ Up e No One’s Ready cambiano al loro passaggio il registro del disco, non soltanto perché la voce di Barlow è chiaramente tutt’altra cosa rispetto a quella di Mascis, ma anche perché questi due sono, non a caso, i momenti in cui i Dinosaur Jr. si mettono alla prova su tonalità più classiche (oltre che su tematiche che oseremmo definire politiche, decisamente più nelle corde di Barlow che di Mascis). A proposito della voce del chitarrista, J Mascis si trascina sempre nelle parti vocali, indolenti e nasali, mentre parla tantissimo di se stesso costantemente a metà strada tra l’insicurezza e l’egocentrismo, un altro marchio di fabbrica − e intendiamo tanto il modo di cantare quanto ciò di cui canta − che distingue i Dinosaur Jr. da chiunque altro. E poi c’è l’attento lavoro dei tre sull’artwork, mai banale come da loro tradizione, immaginifico e surreale, che fa degnamente il paio con ciò che poi ti fanno ascoltare nel disco.

La sensazione che si prova alla fine dell’ascolto di “There Near” − così come di qualunque altro lavoro firmato Dinosaur Jr. − è dunque quella di familiarità, di un suono, di un intero universo che J Mascis, Lou Barlow e Murph hanno rappresentato e rappresentano ancora meglio di chiunque altro nel loro piccolo (ma neanche tanto) mondo di riferimento. Non è forse tantissimo, non sposterà questo disco alcun equilibrio né nella discografia/storia dei Dinosaur Jr. né tantomeno nel percorso dell’indipendente americano, ma ritrovarli periodicamente ancora qui, ancora forti, ancora graffianti e inscalfibili come sempre, aiuta anche noi a sentirci meno in balia dell’inesorabile trascorrere del tempo.

2026 | Jagjaguwar

IN BREVE: 3,5/5