Home RECENSIONI DMA’s – For Now

DMA’s – For Now

L’hanno fatto di nuovo. Dopo un esordio fulminante, i DMA’s potevano bruciarsi, anche perché questo secondo disco arriva tutto sommato non lontano dal precedente “Hills End”. Invece i ragazzi australiani – in perenne bilico tra Stone Roses e Oasis – sfornano un secondo album all’altezza delle aspettative.

Già, perché questo For Now – pur non possedendo la straordinaria irruenza del primo album – ha parecchi episodi davvero degni di nota, che spaziano fra quelle tre-quattro formulette stilistiche alle quali i DMA’s ci hanno ormai abituati e che si porteranno presumibilmente dietro per tutta la loro carriera. La partenza è esplosiva: le iniziali For Now, Dawning e Time & Money coniugano alla perfezione un songwriting in forma smagliante con le sonorità madchesteriane tanto care ai giovani aussie.

Va invece meno bene con la noiosa In The Air, scelta incautamente come singolo di lancio. Ma è solo un episodio sfortunato (e stranamente valorizzato) visto che il resto del disco è ricco di momenti meritevoli. I nostri infatti si avventurano in modo brillante in territori più commerciali dove il rischio di combinare disastri è sempre dietro l’angolo: la prova è superata brillantemente (In The End, Do I Need You Know?) grazie anche a una piacevole e inaspettata spruzzata di synth.

Warsaw e Lazy Love sono invece due rassicuranti ballad che hanno il merito di non annoiare, mentre la finale Emily White conferisce un piccolo tocco di epicità all’album. Non saranno alla moda (niente band fighetta inglese con bassista scandinavo), non saranno originali, ma i DMA’s sanno scrivere ottime canzoni pop rock e tanto basta per meritare la nostra piena approvazione.

(2018, Infectious / BMG)

01 For Now
02 Dawning
03 Time & Money
04 In The Air
05 The End
06 Warsaw
07 Do I Need You Now?
08 Break Me
09 Lazy Love
10 Tape Deck Sick
11 Health
12 Emily Whyte

IN BREVE: 4/5

Una malattia cronica chiamata britpop lo affligge dal lontano 1994 e non vuole guarire. Bassista fallito, ma per suonare da headliner a Glastonbury c'è tempo. Nell'attesa lavora come farmacista, quando può viaggia per il mondo verso mete ricercate e scrive con passione per Il Cibicida dal 2009.