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Eagles Of Death Metal – Zipper Down

zipperdown“Eagles Of Death Metal” è una composizione linguistica che spiazza, che lascia interdetti. E solo dalle menti geniali di Jesse Hughes e Josh Homme sarebbe potuta scaturire l’idea di formare una band e di affibbiargli tale nome che rispecchia in pieno quelle che fin da subito sono state le intenzioni del duo (di fatto): suonare musica sregolata, sciolta da qualsiasi convenzione e che fosse – a detta dello stesso Homme – un incrocio tanto eclettico quanto più anticonformista possibile tra gli Eagles e il death metal.

L’abilità della band sta proprio nel riuscire a storpiare il mito del “sesso, droga e rock’n’roll” attribuendogli una connotazione bizzarra e per certi versi farsesca. Il tutto è facilmente riscontrabile in questo Zipper Down, quarto album in studio della band di Palm Desert, lanciato dal singolo Complexity, un punk’n’roll infestato da chitarre ubriache e coretti strampalati inneggianti ai più improbabili riti bacchici. L’atmosfera del disco è festosa, un’orgia caleidoscopica di garage (Got A Woman) nel bel mezzo della quale cercano di farsi spazio (riuscendoci) il boogie di The Deuce o gli esperimenti burlescamente elettronici di Save A Prayer (cover dei Duran Duran) e Skin-Tight Boogie, o ancora l’electric-country di I Love You All The Time.

In tutte le composizioni si registra un evidente salto di qualità della produzione rispetto ai primi lavori, testimoniato da una cura decisamente più certosina per i dettagli sonori e gli arrangiamenti, mai stucchevoli o banali, sprizzanti quella piacevole indisponenza che è da annoverare tra i pregi degli EODM.

Con un sound visceralmente primordiale che rimodula le radici del blues e del rock’n’roll, con un’attitudine prevalentemente punk, questo “Zipper Down” riesce a far pulsare le vene anche al più intorpidito tra gli esseri viventi, stimolando a vivere una vita quanto più anarchicamente gioiosa possibile.

(2015, T-Boy / Universal)

01 Complexity
02 Silverlake (K.S.O.F.M.)
03 Got A Woman
04 I Love You All The Time
05 Oh Girl
06 Got The Power
07 Skin-Tight Boogie
08 Got A Woman (Slight Return)
09 The Deuce
10 Save A Prayer
11 The Reverend

IN BREVE: 4/5

Antonio Spina
Nato a Catania nel Febbraio 1989, da sempre appassionato di audio, studia ingegneria del suono. La sua vita cambia quando a 13 primavere ascolta per la prima volta un solo di Hendrix. Da quel momento lui e la sua chitarra sono un'entità unica avente vita propria.