Home RECENSIONI Hope Sandoval And The Warm Inventions – Until The Hunter

Hope Sandoval And The Warm Inventions – Until The Hunter

untilthehunterNonostante entrambi siano tornati a farsi sentire da poco, nel 2013, con le rispettive band di una vita, Hope Sandoval (con i Mazzy Star per “Seasons Of Your Day”) e Colm Ó Cíosóig (con i My Bloody Valentine per “MBV”) non si può dire abbiano una carriera così frenetica da non fargli trovare il tempo necessario a lavorare proficuamente su altro.

E infatti eccoli di nuovo qui con questo Until The Hunter, a sette anni dal precedente “Through The Devil Softly” (2009) che a sua volta era arrivato a otto da “Bavarian Fruit Bread” (2001). La distanza siderale fra una pubblicazione e l’altra di Hope Sandoval & The Warm Inventions, però, è solo uno stupido conteggio fatto da noi comuni mortali: per Hope il tempo è accessorio, le carezze che la sua voce sa porgere hanno sempre la stessa sofficità, immutabile e per questo fascinosa come poche altre in circolazione. Anche qui, così, il suo apporto rende il disco identificabile già dai primi secondi d’ascolto.

Le trame di “Until The Hunter” le appartengono, ma Sandoval sa bene come approdare in territori inesplorati per mettersi anche lì al loro servizio: è il caso del tribalismo appena accennato di Into The Trees, brano d’apertura, oppure del fare blueseggiato della conclusiva Liquid Lady, giusto per andare da capo a coda dell’album. Nel mezzo, gran parte dell’ispirazione degli undici brani della tracklist proviene pur sempre da quel folk liquido che è la cifra del progetto (a testimonianza basti l’acustica The Peasant), ma c’è più calore del solito, meno vapori (per quanto ci piacciano moltissimo) e più presenza.

E poi c’è Let Me Get There, in cui spicca un duetto da applausi fra Hope e Kurt Vile, guest di lusso che si ritaglia il suo spazio al cospetto della Sandoval mettendoci sensibilmente del proprio per la riuscita del pezzo. “Until The Hunter” non è tutto magia, qualche passaggio si dimostra semplicemente ordinario (ad avercene…), ma tra psichedelia mai invadente ed eteree trame folk il risultato è il consueto abbraccio che solo Hope riesce a dare da un paio di decenni a questa parte.

(2016, Tendril Tales)

01 Into The Trees
02 The Peasant
03 A Wonderful Seed
04 Let Me Get There (feat. Kurt Vile)
05 Day Disguise
06 Treasure
07 Salt Of The Sea
08 The Hiking Sea
09 Isn’t It True
10 I Took A Sip
11 Liquid Lady

IN BREVE: 4/5

Avvocato mancato, giornalista, programmatore musicale in radio ma soprattutto divoratore compulsivo di musica, presenzialista convinto ai concerti e collezionista incallito di vinili, CD e musicassette. Fondatore e direttore responsabile de Il Cibicida.