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Jacco Gardner – Hypnophobia

hypnophobiaCi sono volte che, dopo aver ascoltato un esordio convincente, ti rivolgi fra te e te all’artista in questione pensando: “Ehi! Sei bravo, sai? Ma adesso fammi sentire cos’altro sai fare”. Molte meno, invece, sono le volte in cui finito l’applauso virtuale ti rimbomba in testa solo un “Bis! Bis! Bis!” che neanche il pubblico prezzolato ai comizi politici. Jacco Gardner fa parte di quest’ultima categoria, perché dopo “Cabinet Of Curiosities” del 2013 la voglia di ascoltare immediatamente qualcos’altro di suo era enorme. E Gardner non si è fatto pregare, in due anni eccolo nuovamente fra noi con questo Hypnophobia, lavoro che vive di un imperturbabile continuum col predecessore.

La formula dell’olandese rimane in territori psichedelici che pescano a piene mani nella tradizione, ma anche nella “neo” tanto in voga negli ultimi anni. Così c’è sempre dietro l’angolo tanto Syd Barrett (Brightly) quanto i suoi Pink Floyd (Face To Face), i clavicembali, i fiati, gli organi e tutti gli altri elementi che fanno parte dell’immaginario più classico del genere.

Il tutto, però, creato con un’attenzione per il dettaglio, una pulizia e un modernismo compositivo che non possono non portare direttamente agli acclamati Tame Impala. Brani come Find Yourself e Outside Forever, infatti, sembrerebbero scritti dagli australiani se solo questi avessero natali europei, grazie a un mood piovigginoso che si addice più a Londra che a Perth.

A voler trovare a tutti i costi in questo sophomore un cenno di novità rispetto all’esordio, lo si può scovare in qualche latente vena progressive à la Robert Wyatt, che di tanto in tanto viene fuori (vedi gli 8 minuti di Before The Dawn) come un fungo nel sottobosco, ulteriore testimonianza della proiezione di Gardner verso punti di riferimento piuttosto datati.

Non sono poi tanti i casi in cui un lavoro estremamente derivativo risulta comunque riconoscibile, grazie alla palese firma apposta dal suo creatore. “Hypnophobia” – non lo si è ancora detto, titolo stupendo – lo è senza mezzi termini, suona vintage e moderno al tempo stesso e lancia Jacco Gardner fra i songwriter (sì, perché lui se la canta e lui se la suona) più interessanti in circolazione.

(2015, Polyvinyl / Full Time Hobby)

01 Another You
02 Grey Lanes
03 Brightly
04 Find Yourself
05 Face To Face
06 Outside Forever
07 Before the Dawn
08 Hypnophobia
09 Make Me See
10 All Over

IN BREVE: 4/5

Avvocato mancato, giornalista, programmatore musicale in radio ma soprattutto divoratore compulsivo di musica, presenzialista convinto ai concerti e collezionista incallito di vinili, CD e musicassette. Fondatore e direttore responsabile de Il Cibicida.