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Nite Fields – Depersonalisation

depersonalisationUtilizzare il termine new wave per definire la musica proposta dai Nite Fields potrebbe risultare al tempo stesso esatto e fuorviante. Esatto perché, in fondo, cos’è stata la new wave se non un preciso canone estetico? Tutta questione di atmosfere, di sonorità, di look anche, prima che di tecnicismi vari ed eventuali. Fuorviante perché in Depersonalisation, esordio sulla lunga distanza della band australiana, c’è molto di ciò che è venuto dopo quegli scurissimi anni ’80, a volte così tanto da far soccombere la sopraccitata estetica.

Sulla scia di tantissime altre formazioni che hanno fatto un unico pastone di post punk, dream pop, slowcore e psichedelia, i Nite Fields mettono in piedi un disco che trasuda tenebre dal primo all’ultimo dei suoi trentaquattro minuti di durata. Il fil rouge che unisce il tutto è la sei corde liquidissima che percorre l’intero lavoro, quella di chiaro stampo Echo & The Bunnymen per intenderci, in primo piano in brani come You I Never Knew, Prescription o Like A Drone.

Le atmosfere trasognate marchio di fabbrica dei Cocteau Twins vengono prepotentemente fuori in Fill The Void e Pay For Strangers tradendo come il vero punto di riferimento dei Nite Fields sia in realtà la creatura di Robin Guthrie. Come Down con la sua ritmica à la The Cure, la scuola sepolcrale dei Dead Can Dance in Hell/Happy e i sette minuti della conclusiva Winter’s Gone completano il quadro con cenni post punk e un incedere dreamy che si va facendo sempre più etereo col succedersi delle tracce, fino ad esplodere del tutto proprio nel lunghissimo finale.

Se siete avvezzi a determinati ascolti, “Depersonalisation” vi sembrerà di averlo già sentito altrove, vi sembrerà di scorgere uno dei suoi brani nelle trame della soundtrack di “Donnie Darko”, vi sembrerà si tratti di una ristampa piuttosto che di un disco d’inediti, ma vi suonerà così tremendamente familiare che, in conclusione, non potrete più farne a meno.

(2015, Felte)

01 Depersonalised
02 Fill The Void
03 You I Never Knew
04 Come Down
05 Pay For Strangers
06 Hell/Happy
07 Prescription
08 Like A Drone
09 Winter’s Gone

IN BREVE: 3/5

Avvocato mancato, giornalista, programmatore musicale in radio ma soprattutto divoratore compulsivo di musica, presenzialista convinto ai concerti e collezionista incallito di vinili, CD e musicassette. Fondatore e direttore responsabile de Il Cibicida.