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Pixx – Small Mercies

Due anni fa, spinta sul mare discografico dal forte vento dell’hype, la londinese Hannah Rodgers aka Pixx esordiva con “The Age Of Anxiety” (2017), un debutto che c’aveva lasciati un po’ tiepidi proprio per le grandi aspettative nutrite nei confronti di questa promessa di casa 4AD. Se l’EP “Fall In” del 2015 l’aveva vista alle prese con un folk etereo e afmosferico, mentre col primo lavoro lungo la proposta di Pixx s’è assestata su un art pop declinato in chiave Grimes, con Small Mercies Hannah fa un altro passo verso la ricerca di una propria dimensione: l’iniziale Andean Condor e svariati altri passaggi si ricollegano alle vene synthpop, ma ci sono anche Bitch e Mary Magdalene che sono alternative ruvido, oppure Hysterical e la conclusiva Blowfish che guardano al panorama indie rock inglese. Tutto bene (anche la maturità delle lyrics, che vanno dalla misoginia alla religione, passando per le relazioni sentimentali), ma anche questo sa tanto di disco di passaggio: ha ancora ventitré anni, il tempo è tutto dalla sua parte.

(2019, 4AD)

01 Andean Condor
02 Bitch
03 Disgrace
04 Small Mercies
05 Peanuts Grow Underground
06 Funsize
07 Dirt interlude pt. 1
08 Mary Magdalene
09 Hysterical
10 Eruption 24
11 Dirt interlude pt. 2
12 Duck Out
13 Blowfish

IN BREVE: 3/5

Emanuele Brunetto
Avvocato mancato, giornalista, programmatore musicale in radio ma soprattutto divoratore compulsivo di musica, presenzialista convinto ai concerti e collezionista incallito di CD e vinili. Fondatore e direttore responsabile de Il Cibicida.