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Sequoyah Murray – Before You Begin

Anticipato da un EP pubblicato lo scorso Maggio, arriva questo atteso primo disco di Sequoyah Murray, giovane stellina (ha solo 22 anni) di quello che potremmo definire come genere neo soul o, più in generale, una musica pop coraggiosa e sperimentale che non si accontenta solo di intrattenere.

Non a caso, a proporre questa pubblicazione non è una label sui generis ma la Thrill Jockey, che non è sicuramente un’etichetta che cede alle facili tentazioni della musica pop, ma al contrario non ha nessuna paura di osare e di proporre suoni che sono spesso difficili e in molti casi frutto di un’avanguardia sperimentale noise e con un forte carattere di tipo concettuale. Spesso l’opera discografica così come viene concepita dall’etichetta di Chicago è un vero e proprio manifesto e mi sono domandato se, in effetti, non potesse essere lo stesso anche in questo caso: è questo lo spirito con cui mi sono avvicinato a quest’album.

Sequoyah Murray viene da Atalanta, Georgia, dichiara di essersi formato principalmente ascoltando musica rap, il jazz, raccoglie l’eredità ideale della eterogenea e sconfinata scena hip hop della sua città e qui ne entra a far parte, ma allo stesso tempo innova in maniera del tutto originale gli stilemi tipici del genere. Lasciate stare quindi roba tipo Akon oppure Childish Gambino, perché questo ragazzo non è la stessa cosa e anche provenire da un background differente, una famiglia composta interamente da musicisti, deve averlo condizionato. Anche qui è la voce ha un ruolo centrale, ma la visione concettuale e geografica è del tutto differente: parliamo di afro-futurismo, colorazioni tropicali, Sequoyah Murray sembra quasi il prototipo di una nuova specie umana proveniente dal futuro, un essere androgino con un paio di ali colorate dei colori dell’arcobaleno dietro la schiena e portatore di una nuova cultura filologica e di una missione umanista 4.0.

Gli arrangiamenti di musica elettronica di Before You Begin sono minimal, pattern di percussioni ossessive afro e dissonanze glitch ricordano alcune sperimentazioni caratteristiche di alcune esperienze di pionieri della musica africana nella regione subsahariana, in quel caso dettata dalla pochezza dei mezzi. Certo qui c’è una maggiore sofisticatezza rispetto al sound di label come la Habibi Funk, accentuata dall’uso di vocoder, strumentazioni come il violino che incrociano elettronica tipicamente anni Ottanta (Blue Jays) e situazionismo dancefloor (Sublime) e se vi viene da pensare a James Blake comunque non siete del tutto fuori strada (I Wonder), anche se questo ragazzo è sicuramente molto più originale. La grande capacità è quella di evocare il cuore del continente africano (Sunflower…, Let’s Take The Time) e portare quella forma di autentico ipnotismo a incontrare roba come Depeche Mode (Penalties Of Love) o Michael Jackson (Before You Begin).

Potrà sembrare un’opera che non lascia spazio a compromessi, del genere che piace oppure niente, ma invece ascolto dopo ascolto si scopre che questa originalità ha un senso storico: Sequoyah Murray non è esattamente l’uomo che viene dal futuro che potrebbe sembrare, più che una divinità amazzone è una sorta di araba fenice, la resurrezione della musica gospel, e questo qui è un bel disco. Provare per credere.

(2019, Thrill Jockey)

01 Here We Go
02 I Wonder
03 Sublime
04 Blue Jays
05 Sunflower (I Love You More)
06 Let’s Take The Time
07 Penalties Of Love
08 Is Enough
09 Before You Begin

IN BREVE: 3/5

Emiliano D'Aniello
Sono nato nel 1984. Internazionalista, socialista, democratico, sostenitore dei diritti civili. Ho una particolare devozione per Anton Newcombe e i Brian Jonestown Massacre. Scrivo, ho un mio progetto musicale e prima o poi finirò qualche cosa da lasciare ai posteri. Amo la fantascienza e la storia dell'evoluzione del genere umano. Tifo Inter.