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Stereophonics – Keep The Village Alive

keepthevillagealiveArrivati al traguardo dei vent’anni di una brillante carriera, i gallesi Stereophonics non devono più dimostrare niente: lo stile è sempre lo stesso sin dagli esordi, un paio di canzoni per album le indovinano sempre, dal vivo rappresentano una solida garanzia e l’ampia discografia dalla quale attingere durante i live fa il resto.

Eppure all’interno di questo canovaccio alcune variabili sono presenti: così capita che ad un convincente album come il precedente “Graffiti On The Train” faccia seguito questo Keep The Village Alive, che rappresenta con ogni probabilità il momento più basso della loro discografia. Il motivo è presto detto: il livello medio, che stavolta precipita in modo preoccupante verso il basso.

Come già scritto sopra, i momenti interessanti non mancano neanche stavolta, visto che il buon Kelly Jones due singoloni li rimedia sempre: C’est La Vie e I Wanna Get Lost With You non saranno due capolavori ma non si schiodano delle orecchie, e alla fine cosa deve fare una canzone alla radio per funzionare se non questo? Ci sono poi alcuni brani in cui gli Stereophonics si salvano con poca originalità ma molto mestiere (White Lies, Fight Or Flight e Into My World meritano una sufficienza piena).

Ma in altri episodi del disco l’esperienza non basta: Sing Little Sister e My Hero sono dei semplici esercizi di stile, e meglio non va con la pacchiana Ancient Rome (terribile l’intro tribale/schiavista degno del peggior hotel di Las Vegas). Lo stesso vale per il resto del lavoro, che scorre via senza sussulti. La verità è che gli Stereophonics graffiano qui meno del solito e il fiato corto si sente: nulla di grave, ma fermarsi al prossimo giro della giostra del rock sarebbe sicuramente una mossa saggia.

(2015, Stylus)

01 C’est La Vie
02 White Lies
03 Sing Little Sister
04 I Wanna Get Lost With You
05 Song For The Summer
06 Fight Or Flight
07 My Hero
08 Sunny
09 Into The World
10 Mr. And Mrs. Smith
11 Ancient Rome
12 Let Me In
13 Blame (You Never Give Me Your Money)
14 You Are My Energy
15 You’re My Star (acoustic)
16 I Wanna Get Lost With You (acoustic)

IN BREVE: 2/5

Karol Firrincieli
Una malattia cronica chiamata britpop lo affligge dal lontano 1994 e non vuole guarire. Bassista fallito, ma per suonare da headliner a Glastonbury c'è tempo. Già farmacista, ha messo su la sua piccola impresa turistica. Scrive per Il Cibicida dal 2009.