Home RECENSIONI Sunn O))) & Ulver – Terrestrials

Sunn O))) & Ulver – Terrestrials

terrestrialsQuando due nomi pesanti tonnellate si uniscono, o secernono montagne titaniche di sterco sonoro o schiudono universi paralleli inesplorati. Ulver e Sunn O))), qui in oscuro conciliabolo come da copione, svelano il frutto di una congiunzione creativa iniziata nell’estate del 2008.

La gestazione di Terrestrials è stata lunga, con le due formazioni al lavoro ognuna in separata sede prima di legare il tutto in un amalgama unitario. Gli Ulver, vuoi per la maggiore propensione alle melodie, vuoi per non ridurre l’album a una semplice elucubrazione cerebrale, la fanno da padrona su due di queste tre composizioni che levitano su paesaggi sonori cupi, ma invero meno opprimenti di quanto si possa predire.

La tensione sale immediata con Let There Be Light e il suo cluster in crescendo in bilico tra suoni luccicanti che tentano d’emergere dalla polvere e la straniante dissonanza di archi a distanza, mentre una tromba solitaria intona un’addolorata trenodia.

Il cielo si rabbuia drammaticamente con Western Horn. Salgono in cattedra i bordoni sonori dei Sunn O))) che scaraventano la scena in una disperazione primordiale anche qui dominata da un cluster dissonante che vibra come le ali di un enorme insetto peloso. La sinistra sacralità del brano lambisce le atmosfere luciferine del Lustmord di “Rising”.

Il cerchio si chiude con Eternal Return, che resta sospesa su un lungo incipit chiaroscurale e quando si sviluppa una melodia strumentale più evoluta giunge la voce Krystoffer Rygg che sussurra versi dal sapore arcano: «In Sinai sin is a liminal animal / Existing in exile / For forty years / The desert rests / Listen silent / Let the letters tell». E’ il pezzo da novanta di tutto “Terrestrials”, un colpo da maestro degno dei migliori Ulver.

Sono appena trentacinque minuti di pura trasfigurazione e se non è un capolavoro, ci si avvicina parecchio.

(2014, Southern Lord)

01 Let There Be Light
02 Western Horn
03 Eternal Return

IN BREVE: 4/5

Starnazza dietro il microfono per la sua band stoner, gli Jussipussi, e spiccherà presto il decollo col suo progetto solista Blackwhale. Sfornella per il suo blog culinario Uomo Senza Tonno e bazzica su Il Cibicida dal 2006.