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Tame Impala – Currents

currentsCerto ci vuole coraggio a cambiare pelle mentre tutti stanno lì a lisciartela ricordandoti quanto è bella, morbida e lucente. Ci vuole coraggio, ma anche una certa dose di pazzia e una sicurezza nei propri mezzi grande quanto tutta l’Australia per allontanarsi da due gemme come “Innerspeaker” e “Lonerism”.

Solo per questo ai Tame Impala andrebbe stretta la mano, perché di fare sfoggio dell’etichetta di massimi rappresentanti della neo-psichedelia sembrano davvero non sapere che farsene. Preferiscono restare duttili e malleabili come l’argento puro. Se di solito il lavoro svolto dalle band è di semplice addizione e sottrazione, Kevin Parker per Currents ha messo in piedi vere e proprie equazioni a più incognite. Questo per dire che è un album che non si limita al declassamento delle chitarre in favore dei sintetizzatori (aspetto che salta per primo all’orecchio), è qualcosa che va oltre, è una sorta di auto-remixaggio, di rimpasto sonoro di elementi che sono ancora tutti lì ma di cui è stata irrimediabilmente stravolta la formula.

È pur sempre psichedelia nell’accezione più filosofica quella di “Currents”, ma vestita con nuovi e variopinti abiti che ne accentuano l’eclettismo: ‘Cause I’m A Man col suo sorprendente afflato soul, Yes I’m Changing che guarda alla disco seventies più mielosa, The Less I Know The Better intrisa di carattere funky, Love/Paranoia con quel clapping di beachboysiana memoria rallentato all’inverosimile, Eventually e Past Life e le loro tinte spaziali. E poi Let It Happen, quasi otto minuti di uno stravagante caleidoscopio di colori, tinte pastello che si macchiano di nero pece, neve sporcata dalla sabbia di una spiaggia assolata.

Il tutto poggia su un ammaliante tappeto di morbidi synth che riescono a rendere alla perfezione l’estasi affidata alla sei corde nei primi due album della band, cui rimandano solo sporadici e non compromettenti momenti (vedi la brevissima Disciples), giusto una cartolina a un vecchio amico che non vuol cedere le armi alla dilagante indole pop del terzo sigillo firmato da Kevin Parker.

Anche se a primo impatto lascia straniti (e non potrebbe essere altrimenti con una traccia d’apertura come la già citata “Let It Happen”), “Currents” è un album che si fa passo dopo passo sempre più convincente, perché non palesa un solo punto buio e ridefinisce il sound dei Tame Impala senza per questo snaturarlo, confermandoli come un progetto restio ad ogni inquadramento di sorta.

(2015, Modular / Universal)

01 Let It Happen
02 Nangs
03 The Moment
04 Yes I’m Changing
05 Eventually
06 Gossip
07 The Less I Know The Better
08 Past Life
09 Disciples
10 ‘Cause I’m A Man
11 Reality In Motion
12 Love/Paranoia
13 New Person, Same Old Mistakes

IN BREVE: 4,5/5

Emanuele Brunetto
Avvocato mancato, giornalista, programmatore musicale in radio ma soprattutto divoratore compulsivo di musica, presenzialista convinto ai concerti e collezionista incallito di CD e vinili. Fondatore e direttore responsabile de Il Cibicida.