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Taylor Swift – Evermore

Sono passati solo cinque mesi dalla pubblicazione a sorpresa di “Folklore”, disco che ha segnato una trasformazione nello stile di Taylor Swift con una sensibilità nuova nelle liriche, immerse in sonorità che mescolano folk, indie e chamber pop. Il suo successore e “fratello” Evermore è stato annunciato il giorno prima del suo rilascio, nella settimana in cui la cantautrice statunitense ha compiuto trentuno anni. Secondo quanto spiegato in un post, si tratta di un’età speciale per Taylor, nella quale ha scelto di ricambiare i fan dopo aver ricevuto da loro tanti regali per i suoi compleanni passati.

Accompagnata per mano ancora una volta da Aaron Dessner e Jack Antonoff alla produzione e nella stesura dei testi, l’artista ha proseguito il percorso iniziato con il precedente album e oltre al ritorno di Bon Iver, troviamo due nuove collaborazioni con i National al completo e le Haim. L’incantesimo d’amore lanciato dalla ballad Willow in apertura si ricollega alla “August” di “Folklore”, mentre la profonda Champagne Problems dietro alla storia di un rifiuto di una proposta di matrimonio nasconde un tema caro alla cantante, ovvero quello della salute mentale. Ad essa seguono la gelosia raccontata in Gold Rush e il ritorno di fiamma natalizio di ‘Tis The Damn Season.

Ispirato al libro “Rebecca, la prima moglie” di Daphne du Maurier, Tolerate It narra il dolore derivato dalla ricerca di affetto in persone che ignorano tutto quello che gli altri fanno per loro. Eseguita insieme alle Haim, la misteriosa No Body, No Crime vede anche la partecipazione di Josh Kaufman (Bonny Light Horseman, Muzz) per alcune parti strumentali, ed è seguita dalla riflessiva e speranzosa Happiness. È poi la volta di Dorothea, prima canzone a essere stata scritta, che ritrova la protagonista della precedente ‘Tis The Damn Season e segna la metà del disco, lasciando il posto alla malinconica Coney Island, nella quale la voce dell’artista si intreccia a quella di Matt Berninger.

L’album prosegue con l’infedeltà di Ivy, i richiami country di Cowboy Like Me,cui ha preso parte anche Marcus Mumford (Mumford & Sons) in qualità di corista, e Long Story Short, dedicata all’attuale fidanzato di Taylor, Joe Alwyn. Qui la cantautrice ripercorre alcuni momenti difficili della sua vita, ormai finalmente superati. La tornata finale comprende Marjorie, dedicata alla nonna, già omaggiata nella scorsa “Epiphany”, le note industrial folk di Closure e la conclusione lasciata al piano leggero della title track Evermore, eseguita insieme a Bon Iver. Pochi artisti riescono a stupire pubblicando due lavori in poco tempo e rivoluzionando il proprio stile, Taylor Swift è una delle rare buone sorprese di questo 2020 e il suo regalo è stato ben gradito.

(2020, Republic)

01 Willow
02 Champagne Problems
03 Gold Rush
04 ‘Tis The Damn Season
05 Tolerate It
06 No Body, No Crime (feat. Haim)
07 Happiness
08 Dorothea
09 Coney Island (feat. The National)
10 Ivy
11 Cowboy Like Me
12 Long Story Short
13 Marjorie
14 Closure
15 Evermore (feat. Bon Iver)

IN BREVE: 3,5/5

Martina Vetrugno
Studentessa di ingegneria informatica, musicofila, appassionata di arte, letteratura, scrittura e tante altre (davvero troppe) cose. Parla di musica su Il Cibicida, Indiementia e con chiunque incontri sulla sua strada o su un regionale (più o meno) veloce.