Home RECENSIONI Teenage Fanclub – Endless Arcade

Teenage Fanclub – Endless Arcade

L’uscita dal gruppo annunciata nell’estate del 2018 del bassista Gerard Love, uno dei fondatori e dei principali songwriter dei Teenage Fanclub, nonché autore e voce di alcuni dei pezzi più belli, tra cui spiccano “Sparky’s Dream” e “Star Sign”, era stata una doccia fredda per gli altri membri della band scozzese. Tale evento ha conseguentemente portato ad un cambio di formazione con il ritorno di Dave McGowan, questa volta al basso, e l’arrivo della new entry Euros Childs (Gorky’s Zygotic Mynci, Jonny) che ha preso posto alle tastiere.

A prescindere dal nome “giovanile” della band, che con ormai più di trent’anni anni di carriera alle spalle può anche far bonariamente sorridere, pensare che quelle di Norman Blake, Raymond McGinley e soci siano “solo canzonette” pseudo anni Sessanta sarebbe un errore: oltre a sapere il fatto loro in materia di scrittura e composizione, in pochi riuscirebbero a padroneggiare delle sonorità prevalentemente power pop così bene da non sconfinare nel revival palese, risultando credibili e offrendo qualcosa di nuovo.

A fare da apripista nella loro undicesima fatica Endless Arcade sono le armonie rassicuranti dei sette minuti di Home, nella quale la voce di Blake sembra dialogare con la chitarra, che prende la parola con un lungo e dilatato assolo; ad essa seguono il passaggio di tastiera e i cori della title track e il power pop sound di Warm Embrace che, oltre ad essere uno dei brani più energici dell’album, sembra uscire direttamente da “My Generation” (1965) degli Who. I ritmi quieti di Everything Is Falling Apart cedono il passo ad una delle tracce di spicco, la breve e nostalgica The Sun Won’t Shine On Me, che culla l’ascoltatore con la sua chitarra folk, valida intro per la successiva ballatina Come With Me.

Il piano reale e quello onirico si mescolano fino a confondersi nel testo della serena In Our Dreams, mentre lontananza e fiducia sono i temi cardine della valida (e quasi beatlesiana) I’m More Inclined, che precede la miglior lirica del disco, ovvero quella di Back In The Day. Pensare al passato in maniera costruttiva e desiderio di guardare al futuro sono gli argomenti della lenta The Future, mentre la conclusione è affidata ai rintocchi di tastiera di Living With You e alla più profonda Silent Song, perfetto finale di questo viaggio.

Nel complesso “Endless Arcade” è un lavoro gradevole e coerente e, nonostante lasci percepire la mancanza di Love (Gerard naturalmente, l’altro tipo di “love” è presente pure in abbondanza nel disco), mette in luce da parte del gruppo la volontà di reagire e cercare un nuovo equilibrio, oltre alla capacità di riuscire a confezionare buoni testi e melodie valide. È altrettanto evidente l’assenza di un vero e proprio momento saliente, data la netta prevalenza dell’aura malinconica rispetto alla componente dinamica che aveva invece caratterizzato gli album precedenti. Ci troviamo per le mani una sorta di concept a base di sana nostalgia e sguardi rivolti al “dopo” (vicino o lontano che sia) che, una volta finito di ascoltare, lascia un piccolo senso di straniamento, come quando una stagione cede il posto a quella successiva.

(2021, Merge / PeMa)

01 Home
02 Endless Arcade
03 Warm Embrace
04 Everything Is Falling Apart
05 The Sun Won’t Shine On Me
06 Come With Me
07 In Our Dreams
08 I’m More Inclined
09 Back In The Day
10 The Future
11 Living With You
12 Silent Song

IN BREVE: 3,5/5

Studentessa di ingegneria informatica, musicofila, appassionata di arte, letteratura, scrittura e tante altre (davvero troppe) cose. Parla di musica su Il Cibicida, Indiementia e con chiunque incontri sulla sua strada o su un regionale (più o meno) veloce.