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The Limiñanas – Shadow People

Questa è la storia di Lionel e Marie Limiñana, due coniugi di Perpignan, nel Sud della Francia, che ad ascoltare questa breve descrizione ci se l’immagina camminare sotto braccio per i vicoletti del paese mentre rientrano a casa con le buste della spesa e la baguette, rinchiusi in una rassicurante vita matrimoniale.

Niente di più sbagliato: basta ascoltare un pezzo a caso di uno dei loro lavori, dal 2010 a oggi, per rendersi definitivamente conto che i Limiñanas trasudano freschezza, genialità e stile da ogni prospettiva di osservazione. In sintesi: sono cool, non c’è che fare. Con i Limiñanas preparatevi a lasciarvi alle spalle tutto il prevedibile per entrare in una dimensione parallela, perché se esiste qualcosa in cui i due sono rimasti incastrati questa è una bolla analogica, come se il mondo digitale non avesse mai invaso Perpignan.

In Shadow People, loro sesto lavoro in studio, i Limiñanas hanno mescolato suoni, visioni, generi e lingue diverse. Non c’è un elemento carente o, perlomeno, se esiste si fatica a farci caso, non fosse altro perché in quest’album convive una moltitudine di caratteristiche, tutte perfettamente amalgamate l’una all’altra e mai buttate al caso. In apertura, c’è davvero un Overture. che con un battito regolare e una linea di chitarra prepara all’ascolto di una serie di composizioni particolarmente stuzzicanti.

Non tardano ad arrivare riverberi di chitarre e quell’inflessione francese di Lionel Limiñana seducente come il sorriso di un uomo che fa capolino dalla barba, mentre le percussioni scandiscono il tempo con un mood che rimanda alle Ronettes. Quando si pensa di aver compreso il criterio di collegamento tra le tracce dell’album, la band accompagna l’ascoltatore a esplorare altre idee sonore, anche grazie al lavoro dei loro ospiti. Anton Newcombe dei Brian Jonestown Massacre, oltre alla produzione dell’album si inserisce in Instanbul Is Sleepy, ritmata e acida al punto giusto, dalle fattezze anni ‘70 che rievocano il mood di Iggy Pop e la sfrontatezza dei Velvet Underground.

Anche The Gift contiene un featuring altisonante, complice un’amicizia che li lega da anni a Peter Hook, bassista dei New Order: linee ritmiche anni ‘80, chitarre che ricordano “In Between Days” dei The Cure, un accenno di Jesus And Mary Chain e Marie che sussurra in francese rendono la traccia ballabile e accattivante. Le sonorità di “Shadow People” sono molto dense, riconducibili, per chi ha notato la loro strumentazione, alla batteria di Marie priva di cimbali e shirley.

In realtà, dietro questo effetto ci sono le tecniche di registrazione del suono di Andrea Whright (Echo & The Bunnymen, sì che li conoscete, vi basta rispolverare la OST di Donnie Darko) che riesce a donare alla batteria uno spettro molto più ampio del normale (gli Echo & The Bunnymen compaiono anche sul side B di Instanbul Is Sleepy, con una cover di “Angels And Devils” firmata The Limiñanas).

Con Motorizatti Marie, i Limiñanas mostrano la loro vena punk, alleggerendo l’atmosfera con un pianoforte. Anche in “Shadow People” emerge una delle peculiarità di maggiore rilievo per la riconoscibilità del duo di Perpignan, la loro natura squisitamente cinematografica. Due sono le tracce da cui ciò è visibile a occhio nudo: Pink Flamingos, ispirata all’omonima pellicola di John Waters, anno 1972, ricorda le sonorità dei The Charlatans e la title track, interpretata dalla splendida attrice Emmanuelle Seigner e ispirata agli Uomini Ombra, “Shadow People”, presenze misteriose assimilabili ai fantasmi secondo una leggenda americana, che si rivelano solamente nel corso della notte.

L’album si chiude con De la part des copains, un pezzo strumentale che rimanda alle partiture di Ennio Morricone e il cui titolo è un tributo all’omonimo film del 1970 di Terence Young. In definitiva, Marie e Lionel Limiñana ci hanno regalato un lavoro totalmente irradiante, elegantemente compatto e corto quanto basta e, probabilmente, rappresentano  la coppia di genitori che tutti, in fondo, abbiamo sognato di avere.

(2018, Because Music)

01 Ouverture.
02 Le Premier Jour
03 Istanbul Is Sleepy (feat. Anton Newcombe)
04 Shadow People (feat. Emmanuelle Seigner)
05 Dimanche (feat. Bertrand Belin)
06 The Gift (feat. Peter Hook)
07 Motorizatti Marie
08 Pink Flamingos
09 Trois Bancs
10 De la part des copains

IN BREVE: 4/5

Lejla Cassia
Catanese, studi apparentemente molto poco creativi (la Giurisprudenza in realtà dà molto spazio alla fantasia e all'invenzione). Musicopatica per passione, purtroppo non ha ereditato l'eleganza sonora del fratello musicista; in compenso pianifica scelte di vita indossando gli auricolari.