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The Weather Station – Ignorance

Ignorance, quinto album di Tamara Hope sotto lo stendardo The Weather Station, è forse l’opera che più ha messo d’accordo la critica musicale in questo inizio 2021. Trattandosi di un bell’album, non c’è da stupirsi. Tuttavia, forse, l’entusiasmo è apparso sin troppo smodato con votazioni stratosferiche e ciocche intere di capelli sul selciato: un plebiscito pluripartitico che nemmeno Mario Draghi.

Scherzi a parte, il disco della songwriter canadese parte più che bene: Robber è un singolo fantastico che fa ottimamente da apripista alle sonorità dell’intero lotto. La voce assai suadente della Nostra e gli arrangiamenti, elegantissimi, restano subito appiccicati alle orecchie con enorme piacere. La sensazione si ripete di lì a poco: anche Tried To Tell You è una top track, così come Parking Lot e Separated. La Sig.ra Lindeman (così all’anagrafe) ha dalla sua una scrittura che abbraccia, con invidiabile maestria, personale e pubblico, intimo e sociale, regalando dei testi pregevoli cui val la pena volgere uno sguardo. Parlando di stile, le similarità dorate non mancano: da Matt Berninger a Laura Marling, da Aldous Harding a Bill Callahan passando per Weyes Blood e Arcade Fire. Con un occhio ai cantautori e alla cantautrici, giganti, del Novecento.

L’altra perla, forse la più grossa, giunge sul pre-finale. S’intitola Heart ed è un pezzo a dir poco magico, che spezza lo spirito in pochi versi: “In the pale dim light, I am always reeling, through long midnights of feeling. Of all the many things that you may ask of me, don’t ask me for indifference, don’t come to me for distance”. Non può che essere una ballata triste, a questo punto, a chiudere definitivamente le danze.

Come ampiamente svelato in apertura, “Ignorance” ha molti pregi e pochi difetti. Merita di essere portato su un vassoio d’argento e la reazione più naturale all’ascolto è volergli del bene. Nonostante ciò, saranno forse queste giornate uggiose, resta uno strano sentore nell’aria come di lieve incompiutezza e flessione, qua e là, che tira alcuni pizzicotti all’euforia. Mezzo punto in meno, mezzo punto in più: si tratta solo di piccole inezie.

(2021, Fat Possum)

01 Robber
02 Atlantic
03 Tried To Tell You
04 Parking Lot
05 Loss
06 Separated
07 Wear
08 Trust
09 Heart
10 Subditisions
11 Better Now

IN BREVE: 3,5/5

Michele Leonardi è nato. Vive, persino; da qualche parte. Per il resto, si affida momentaneamente a Sereni: “Nulla nessuno in nessun luogo mai”.