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Will Butler – Policy

policyBasterebbe osservarlo attentamente sul palco per capire almeno un po’ il carattere del Butler più giovane degli Arcade Fire. Da polistrumentista qual è, Will non ha un attimo di pace, si gira a destra e a manca con una foga apparentemente disordinata che lo porta ad imbracciare la più svariata strumentazione. Gran parte del sound della band canadese è merito suo, bisogna dirlo e non è affatto cosa da poco.

Va da sé, quindi, che una personalità dirompente come la sua avrebbe sentito prima o poi l’esigenza di uscire dalla dimensione gruppo per librarsi in volo da solista. Un volo fatto di quella schizofrenia compositiva che solo chi non ha nulla da dimostrare può permettersi.

Policy è questo: un disco schizofrenico, nel senso più artistico del termine. In neanche mezz’ora e otto tracce di durata, Will riesce a mettere dentro una mole di roba da far invidia alle già articolate produzioni degli Arcade Fire (che, ricordiamolo, sono fra le cose più significative pubblicate nel nuovo millennio). Il rockettino in stile “My Generation” dell’iniziale Take My Side fa capire subito di che pasta è fatto l’album e come l’obiettivo sia divertirsi e divertire, con i synth à la Devo di Anna, con quel pianoforte che accompagna Will in Finish What I Started come accompagnava Lou in “Perfect Day”, con l’indie rock malandrino di What I Want.

In mezzo a tanta scioltezza e ironia (delle lyrics) spunta poi Sing To Me, classica ballatona immalinconita che spariglia le carte in tavola. Inevitabilmente c’è anche qualcosa che richiama alla mente gli Arcade Fire: ad esempio la già citata Anna e Something’s Coming hanno un non so ché del loro ultimo “Reflektor”, oppure il cantato un po’ ansimante in Son Of God che richiama quello del fratello Win, che se non è un marchio di fabbrica poco ci manca.

Tutto molto, davvero molto piacevole, veloce e godibile. Ma – nonostante il rischio di essere smentiti e di ritrovarci fra dieci anni con un Will Butler artista affermato anche da solista – l’impressione definitiva che dà questo “Policy” è quella del divertissement, dello sfogo prima di una nuova immersione in un lavoro più schematico come quello all’interno di una band.

(2015, Merge)

01 Take My Side
02 Anna
03 Finish What I Started
04 Son Of God
05 Something’s Coming
06 What I Want
07 Sing To Me
08 Witness

IN BREVE: 3/5

Avvocato mancato, giornalista, programmatore musicale in radio ma soprattutto divoratore compulsivo di musica, presenzialista convinto ai concerti e collezionista incallito di CD e vinili. Fondatore e direttore responsabile de Il Cibicida.