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Jeff Rosenstock – NO DREAM

Jeff is back. Dopo il mezzo passo falso di “POST-” (2018). In un’annata speriamo più unica che rara. In mezzo a parecchie sensazioni un po’ sensazionalistiche. Jeff si è rifatto vivo. Coi leoni pronti a sbranare il talento cristallino. A incensare episodi non incendiari assortiti. Jeff ha bussato tredici volte. Con una bomba equiparabile a “WORRY.” (2016) – probabilmente la sua opera migliore. E un’attitudine sempre al vetriolo. Jeff Rosenstock, eroe americano. NO DREAM. Quaranta minuti buoni di punk/hc/powerpop da ascoltare senza riserve.

Si parte con NO TIME, col volume già al massimo. E non azzardatevi a scendere. Perché anche i momenti apparentemente più lirici, come la splendida title track, esploderanno in un turbine di convulsioni. Il nativo di Long Island si aggrappa ai suoi temi prediletti, intrisi di ideologia anti-MAGA, che affondano le radici nella domanda, fondamentale: “Can you tell yourself it’s fine, it’s fine, it’s fine, it’s fine?” – chiusura lucidissima di State Line.

L’analisi di Rosenstock ruota sul perno dell’ansia, estremamente a stelle e strisce, di diventare qualcuno anziché diventare quel qualcuno che si voleva diventare. E intorno i disordini, le iniquità, le miserie di un Paese troppo grande per diventare grande con uno slogan. Grandi, invece, sono le melodie e gli intrecci costruiti dal Nostro, come la nerissima filastrocca ***BNB o l’amaro sipario di Ohio Tpke, l’unica lovesongpossibile per un album con un carattere così fintamente faceto: You’re the only person that I wanted to like me / All these other motherfucking dipshits can bite me”.

Pur non essendo passato certo inosservato, spiace non poco che un disco così attuale, generazionale e a fuoco sul sociale non abbia, in una stagione di richiesta esasperata di contenuti (qualsiasi) sul tema, fatto quel salto di popolarità in più che meriterebbe senza alcun dubbio. Forse è una questione di faccia. Forse il punk rock è troppo una white riot. Però: che peccato. No?

(2020, Specialist Subject)

01 NO TIME
02 Nikes (Alt)
03 Scram!
04 N O D R E A M
05 State Line
06 f a m e
07 Leave It In The Sun
08 The Beauty Of Breathing
09 Old Crap
10 ***BNB
11 Monday At The Beach
12 Honeymoon Ashtray
13 Ohio Tpke

IN BREVE: 4/5

Michele Leonardi
Michele Leonardi è nato. Vive, persino; da qualche parte. Per il resto, si affida momentaneamente a Sereni: “Nulla nessuno in nessun luogo mai”.