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The War On Drugs – Lost In The Dream

wodlp3.11298covertextRiciclare il classico rock a stelle e strisce è un’impresa diventata decade dopo decade sempre più complicata. C’è ancora Bruce Springsteen che pubblica album con impressionante regolarità, ci sono decine di cloni ed emuli anche loro nati per correre, c’è un’evidente – e anche comprensibile – difficoltà a rendere il più personali possibili schemi che più classici non si può.

I The War On Drugs di Adam Granduciel, reduci dal buon riscontro del precedente “Slave Ambient” (2011), si fanno sotto in questo 2014 con un album che cristallizza definitivamente le ambizioni della band di base a Philadelphia: Lost In The Dream, infatti, pur non presentando chissà quali novità in quanto ad atmosfere, riesce finalmente a incastrare nel migliore dei modi l’indole da rocker vecchio stampo di Granduciel nelle propensioni psych-folk da sempre nelle corde della band.

La difficoltà maggiore ascoltando “Lost In The Dream” è quella di riuscire a tirarsi virtualmente fuori dall’inevitabile gioco di rimandi che l’album suscita. L’iniziale Under The Pressure in questo è più che sintomatica: parte come se a scrivere il pezzo sia stata la mano del Boss, ma poco dopo la metà si perde in una divagazione psichedelica che trascina il brano fino alla fine dei suoi quasi nove minuti di durata. Eccole qui le due anime dei The War On Drugs.

C’è qualsiasi “grosso” nome possa venire in mente all’interno di “Lost In The Dream”: c’è Bob Dylan nel cantato di Eyes To The Wind, c’è Tom Petty che percorre – così come Springsteen – ogni singola traccia, si sentono dei Dire Straits sonici in An Ocean In Between The Waves, c’è il Neil Young meno nerboruto a tessere la trama di quella sognante ballad che è Suffering.

In “Lost In The Dream” lo spazio incontra le radici del rock degli Stati Uniti risultando tutt’altro che stucchevole. E non inganni la continua sensazione di déjà vu: succede esclusivamente perché, con questo disco, i The War On Drugs hanno assunto le mitologiche sembianze del “classico”. Le influenze c’entrano, ma solo fino a un certo punto.

(2014, Secretly Canadian)

01 Under The Pressure
02 Red Eyes
03 Suffering
04 An Ocean In Between The Waves
05 Disappearing
06 Eyes To The Wind
07 The Haunting Idle
08 Burning
09 Lost In The Dream
10 In Reverse

IN BREVE: 3,5/5

Emanuele Brunetto
Avvocato mancato, giornalista, programmatore musicale in radio ma soprattutto divoratore compulsivo di musica, presenzialista convinto ai concerti e collezionista incallito di CD e vinili. Fondatore e direttore responsabile de Il Cibicida.