Home LIVE REPORT Nothing But Thieves @ Fabrique, Milano (03/04/2022)

Nothing But Thieves @ Fabrique, Milano (03/04/2022)

Photo Credit: Martina Vetrugno / Il Cibicida
Photo Credit: Martina Vetrugno / Il Cibicida

“Yeah, give me glam stomp heavy metal on a radio wave / ‘Cause life’s been coming in (so slow) / I’m starting to fade (you know) / Need something tangible (to hold) / Before I slip away”. Life’s Coming In Slow, ultimo singolo dalle vibes incredibilmente QOTSA pubblicato dai Nothing But Thieves, e appartenente alla soundtrack di “Gran Turismo 7”, mi ronza in testa dal giorno della sua pubblicazione: sembrava esprimere al meglio la sensazione e il bisogno di ritorno graduale alla normalità, e insieme a ciò il riavvicinarsi dei live alla buona vecchia maniera.

La lunga fila fuori dal Fabrique dove si ritrovano amici vecchi e nuovi in attesa di accalcarsi sotto al palco è il primo segnale evidente di quel cambio di passo, scattato alla conclusione del mese di Marzo, così come la confusione per accedere alle casse e il resto. E perché no, in fondo mancava anche tutto questo, al pari della corsa, mirando alla transenna come dei dannati, per avere la miglior visuale. I primi a salire sul palco e ad accendere la miccia sono gli energici Kid Kapichi, al loro debutto in Italia, a cui fanno seguito i Black Honey capitanati dalla carismatica Isobel Baxter Phillips, iconica nella voce, a metà tra Gwen Stefani e Amy Taylor degli Amyl and the Sniffers, e nella presentazione: cappello da cowboy, tuta a fiori con mega fiocco, sguardo drammatico evidenziato dal trucco brillantinato.

L’atmosfera si è scaldata a dovere e dopo essersi fatti attendere con quei quindici/venti minuti di ritardo canonico (quale live alla buona vecchia maniera non iniziava un po’ dopo rispetto alla tabella di marcia?) il quintetto capitanato da Conor Mason lancia la prima granata, dando sfogo ai primi poghi su Futureproof, e incoraggiando i primi singalong sulle note di Real Love Song, passando per i classici I Was Just A Kid, Trip Switch e Soda. E all’improvviso eccola, proprio lei, come un fulmine a ciel sereno (che considerata la giornata dalla condizione atmosferica ballerina, poteva tranquillamente essere messo in programma), la mia ossessione da un mese e mezzo a questa parte: i Nothing But Thieves hanno deciso di riservare a noi il debutto live dell’esplosiva Life’s Coming In Slow.

Conor coglie l’occasione spesso per fare delle pause e sembra celare un leggero affaticamento generale, sebbene la sua prestazione sul palco risulti sempre impeccabile. I cori di Sorry lasciano il posto ad un’ottima jam strumentale, apertura del treno in corsa Forever & Ever More, rallentando con Miracle, Baby e Graveyard Whistling, per lasciare campo libero ad uno dei poghi più attesi, quello sul finale esplosivo e vorticoso, segnato dalla scia di “I’m just another clone of a clone of a clone…”, di Unperson, e al crescendo di Phobia. Nonostante quell’apparente aria di stanchezza da parte di Mason, la sua performance da brividi in Particles e Your Blood sembra fugare definitivamente ogni dubbio sul suo stato di salute.

I guizzi di chitarra di Is Everybody Going Crazy? e la solida Amsterdam sono la ciliegina su una scaletta equilibrata, ricca e ben tornita, che i ragazzi completano ritornando in scena per gli ultimi due atti con il colpo di coda I’m Not Made By Design e la meravigliosa Impossible. Quello che rimane è un senso di vera soddisfazione, come quando si mangia la torta al cioccolato più buona, ed euforia da sold out vero, a capienza piena, vicini vicini e in piedi. Ma visto e considerato che, diciamocelo, non ci si accontenta mai, attendiamo con impazienza lo step successivo, ovvero la possibilità di dire addio alla mascherina (chiedo venia, e oltre a quella, un panino post-concerto e acqua gassata “a garganella” per la secchezza delle fauci, favorita dal connubio “FFP2 + cori selvaggi a squarciagola”). Prosciugati nelle energie e con la salivazione azzerata, ma felici come non mai.

SETLIST: Futureproof – Real Love Song – I Was Just A Kid – Trip Switch – Soda – Life’s Coming In Slow – Sorry – Interlude / Band Jam – Forever & Ever More – Miracle, Baby – Graveyard Whistling – Unperson – Phobia – Particles – Your Blood – Is Everybody Going Crazy? – Amsterdam —ENCORE— I’m Not Made By Design – Impossible

Studentessa di ingegneria informatica, musicofila, appassionata di arte, letteratura, fotografia e tante altre (davvero troppe) cose. Parla di musica su Il Cibicida e con chiunque incontri sulla sua strada o su un regionale (più o meno) veloce.