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EEK – Kahraba

kahrabaFinalmente a dare fuoco – una volta tanto non brutalmente – alle nottate arabe in generale e non solo, arrivano gli egiziani EEK con la loro “guerra” elettronislam, un raving convulso ed ipnotico che sballa, sconquassa e diverte senza limiti. Kahraba è un vortice ossessivo in cui si incontrano beat e groove arabi, elettronica e profumi di narghilè, quattro tracce splendide e no global che fanno girare la testa anche più di una sana boccata d’erba.

Il trio – il dj Islam Chipsy e i percussionisti Khaled Mando e Islam Ta’ta – produce un “baccanale” di suoni ed effetti acidi e fluorescenti, antico e moderno in copula oltraggiosa, un mix di sensazioni vibratili che si impossessano di corpo e mente lasciandoti a fine corsa col fiatone delle grandi occasioni; quello che stupisce di questo organico sonico è la fusione perfetta delle intenzioni, un piccolo muro di suono che brilla incandescente a sfinimento, in cui percussioni lisergiche e sintetici programming fanno festa fino all’alba di un qualsiasi “fuori di testa notturno”.

Tutto è improvvisato, l’epilessia di Trinity, le sinuosità lussuriose di Mouled El Ghoul e El Bawaba o la botta convulsa di Kahraba, tutto è frutto di un senso nevrastenico della libidine e della libertà d’espressione, Mediterraneo e consolle iper tecnologica per lanciare insieme un bella fatwa contro tutte le guerre che impestano il mondo. Della serie “Mille e una notte + 1”.

(2015, Nashazphone)

01 Trinity
02 Mouled El Ghoud
03 El Bawaba
04 Kahraba

IN BREVE: 3,5/5

Max Sannella
Giornalista e critico musicale da tempo, vivo nella musica per la musica, scrivo di suoni, sogni e segni per impaginare gli sforzi di chi dai sistemi sonori e dalle alchimie delle parole ne vuole tirare fuori il ritmo vitale dell’anima.