Home RECENSIONI King Gizzard & The Lizard Wizard – Butterfly 3000

King Gizzard & The Lizard Wizard – Butterfly 3000

Qualità e quantità o qualità vs. quantità? In un momento in cui i concerti stanno riprendendo quota, non senza tutte le difficoltà del caso, si può dire che un gruppo stia “producendo” troppo? Da ormai più di un anno si vedono dischi di cover, singoli volanti, ritorni improvvisati, collaborazioni, rifacimenti di sorta, rimescolamenti vari e album di inediti a sorpresa perfino da parte di artisti insospettabili, ma rimanere al passo dei King Gizzard & The Lizard Wizard è un’impresa ardua fin dai loro esordi, sia per la quantità di materiale sia per le piroette eclettiche che li conducono ad intraprendere percorsi sonori sempre nuovi con ottimi risultati.

Se lo scorso “L.W.”, uscito a Febbraio di quest’anno, rappresentava il terzo capitolo dell’ideale saga d’esplorazione delle microtonalità, iniziata nel 2017 con “Flying Microtonal Banana” e ripresa solo pochi mesi prima con il buon “K.G.” (2020), Butterfly 3000 è un lavoro a sé che sceglie di varcare i confini della psichedelia pop per studiarne le dimensioni più surreali e sintetiche, includendo influenze che vanno dall’indietronica, al krautrock, all’ottimista “sunshine pop” e allo Shibuya kei (corrente pop giapponese sviluppatasi all’inizio degli anni Novanta) fino al dream e al synth pop. Parte di tale territorio era stato preso in considerazione in chiave sixties e folk soltanto nel precedente “Paper Mâché Dream Balloon” (2015).

Si tratta di una vera e propria suite psych pop suddivisa in dieci tracce, partorite per la maggior parte in tempo di lockdown, di cui non è stato dato alcun assaggio in pasto agli ascoltatori prima della sua release, avvenuta solo su KGLW, etichetta di proprietà del gruppo, e non sulla consueta Flightless fondata dal loro ormai ex batterista/manager Eric Moore, e il cui filo conduttore è quello della metamorfosi, del sogno e della rinascita, riassunto in una creatura simbolica: la farfalla.

Il botta e risposta tra chitarra acustica e sampler di Yours funge da anticamera della dimensione onirica nella quale veniamo buttati definitivamente con le armonie bizzarre e orientaleggianti della brillante Shanghai, e i loop e i synth ipnotici di Dreams. Spuntano un piano elettrico Wurlitzer e accenni di sax nella vertiginosa Blue Morpho, la quale richiama nel suo titolo sia il nome di una specie rara di farfalla sia Morfeo, Dio dei sogni della mitologia greca, mentre le successive atmosfere dance eighties create ad hoc da tastiera, synth, chitarre e cori accompagnano il processo di metamorfosi di Interior People.

La seconda parte del disco si apre all’insegna dell’edonismo con il turbinio di fumo di Catching Smoke, che funge da introduzione agli esperimenti di indietronica, hip hop e dub compiuti con percussioni dinamiche, mellotron e sintetizzatore in 2.02 Killer Year. L’effetto “scatole cinesi” di Black Hot Soup è reso efficacemente dalle ritmiche e dalla chitarra microtonale, così come dal testo con quel Infinity is in a dream inside a dream, evidente rimando all’ottimo “Nonagon Infinity” (2016), e si propaga ad una velocità maggiore negli echi dell’impaziente Ya Love, fino ad esplodere nella speranzosa conclusione, divisa tra la paura e l’eccitazione di spiccare il volo verso il futuro, di Butterfly 3000.

Pur trattandosi di un concept interessante sia dal punto di vista delle sonorità sia da quello delle liriche, “Butterfly 3000” patisce (indirettamente) un difetto: il suo passare quasi sotto silenzio è dovuto più al modo di sfornare musica compulsivamente da parte della band piuttosto che alla sua effettiva complessità. Basti dire che all’ennesimo annuncio del gruppo a Maggio, da parte di qualcuno si levò qualche sonoro: “I King Gizzard hanno rotto i coglioni”, reazione eccessiva, considerata la qualità di ciò che fanno da una decina d’anni, ma di questo passo, oltre al fatto che prima o poi possano vedersi la fonte della creatività prosciugata (anche se al momento sembra qualcosa di assai remoto), la sovrapproduzione potrebbe avere un effetto opposto rispetto a quello desiderato.

(2021, KGLW)

01 Yours
02 Shanghai
03 Dreams
04 Blue Morpho
05 Interior People
06 Catching Smoke
07 2.02 Killer Year
08 Black Hot Soup
09 Ya Love
10 Butterfly 3000

IN BREVE: 3,5/5

Studentessa di ingegneria informatica, musicofila, appassionata di arte, letteratura, scrittura e tante altre (davvero troppe) cose. Parla di musica su Il Cibicida, Indiementia e con chiunque incontri sulla sua strada o su un regionale (più o meno) veloce.