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Lost Girls – Menneskekollektivet

La sinergia tra la songwriter norvegese Jenny Hval e il chitarrista Håvard Volden non è certo cosa nuova. In primis perché Volden accompagna da tempo Hval nei suoi tour da solista; poi perché i due avevano già dato vita nel 2012 al progetto Nude On Sand, pubblicando un disco omonimo; infine perché anche questa loro nuova incarnazione congiunta, registrata alla voce Lost Girls, tanto nuova non lo è neanche lei. Solo che finora sotto la ragione sociale di cui qui ci occupiamo aveva visto la luce appena un EP (“Feeling” del 2018), con Hval impegnata più con i lavori a proprio nome che altro.

Adesso il progetto Lost Girls è arrivato al debutto sulla lunga distanza con Menneskekollektivet, letteralmente “collettivo umano” in norvegese, un flusso di coscienza lungo trequarti d’ora in cui Hval lascia andare la voce e le parole come mai prima, mentre Volden tesse le sue trame fatte di tantissima elettronica glaciale e qualche sporadica chitarra, il tutto all’insegna di un’improvvisazione che sarebbe risultata evidente anche senza la diretta ammissione dei suoi artefici. Ad esempio i minuti che prima devono essere stati un paio, poi cinque, otto e infine dodici e passa della title track che apre il disco, una proiezione lisergica e tribale che è quasi come se la world music dei Goat (altra realtà scandinava) avesse subito un’invasiva cura elettronica e sperimentale.

L’ambient che senza soluzione di continuità assume sfumature space di Losing Something apre poi alla meravigliosa Carried By Invisible Bodies, una boiler room illuminata solo da un’aurora boreale, con lo spoken di Hval che manda totalmente in trance l’ascolto. Love, Lovers è il contraltare − anche in quanto a durata, assestandosi oltre i quindici minuti − della title track, con i tribalismi che lasciano spazio a una progressione sintetica che esplode nei minuti finali in tutta la sua ansia yorkeiana. Infine Real Life, il brano più brano del lotto, con la sua struttura più semplice e melodica che funge da camera di decompressione per il percorso impostato dalle tracce precedenti.

“Menneskekollektivet” è un lavoro che, a dispetto della sua natura fortemente improvvisativa, sfrutta benissimo i suggerimenti dettati dal caso, le sequenze libere e volatili di Volden e le visioni verbali e comunicative di Hval per costruirsi un profilo chiaro e preciso, che fa finalmente del progetto Lost Girls qualcosa in più di una mera e sporadica valvola di sfogo per i due artisti coinvolti.

(2021, Smalltown Supersound)

01 Menneskekollektivet
02 Losing Something
03 Carried By Invisible Bodies
04 Love, Lovers
05 Real Life

IN BREVE: 3,5/5

Emanuele Brunetto
Avvocato mancato, giornalista, programmatore musicale in radio ma soprattutto divoratore compulsivo di musica, presenzialista convinto ai concerti e collezionista incallito di CD e vinili. Fondatore e direttore responsabile de Il Cibicida.