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The Sonics – This Is The Sonics

thisisthesonicsErano punk quando non si sapeva ancora che sarebbe esistita qualcosa che le enciclopedie avrebbero definito punk. Hanno posto le basi del garage rock. Hanno mostrato come il rock’n’roll di Jerry Lee Lewis potesse diventare l’arma più grezza e sporca, sporchissima, per combattere la frustrazione generazionale. Ma nonostante la loro aura seminale, quella dei The Sonics è stata una carriera breve, conclusa praticamente con gli anni sessanta e ripresa solo sporadicamente.

A cinquant’anni – avete letto bene, cinquant’anni – di distanza dall’esordio tornano adesso con un lavoro nuovo di zecca. This Is The Sonics è già nel titolo un mantra lungo 32 minuti in cui Gerry Roslie e gli altri celebrano se stessi: “Questi sono i Sonics! Questi sono i Sonics!” sembrano ripetere ad ogni nota, quasi a voler spazzare via in un colpo solo tutti gli epigoni accumulatisi nei decenni.

E sono i Sonics al 100%: la voce di Roslie non ha il graffio adolescenziale ma rimane una lama affilatissima (Bad Betty, Look At Little Sister), il sax di Rob Lind è sempre l’acuto quid pluris della band (I Got Your Number), Larry Parypa si accanisce sulla sei corde come a non aver mai abbandonato lo studio di registrazione (The Hard Way). Con loro la nuova sezione ritmica composta da Freddie Dennis al basso e Dusty Watson alla batteria, che accompagnano i tre fondatori nel miglior modo possibile.

L’album manca un po’ di freschezza e ciò era inevitabile, ma l’attacco al fulmicotone dell’iniziale I Don’t Need No Doctor palesa intenzioni bellicose, mentre la coltre polverosa di Sugaree o Livin’ In Chaos e il blues di Save The Planet chiariscono che il sound di un caposaldo come “Psycho” non era morto e sepolto ma solo momentaneamente messo da parte. Giusto mezzo secolo.

Anche se la storia può essere letta sui libri – o più verosimilmente su Wikipedia, al giorno d’oggi – è l’ascolto di album senza tempo come “This Is The Sonics” a spiegare più di mille parole cos’ha rappresentato una band come questa e da dove provengano le tonnellate di revival più recente. La lezione è servita.

(2015, Revox)

01 I Don’t Need No Doctor
02 Be A Woman
03 Bad Betty
04 You Can’t Judge A Book By The Cover
05 The Hard Way
06 Sugaree
07 Leaving Here
08 Look A Little Sister
09 I Got Your Number
10 Livin’ In Chaos
11 Save The Planet
12 Spend The Night

IN BREVE: 3,5/5

Emanuele Brunetto
Avvocato mancato, giornalista, programmatore musicale in radio ma soprattutto divoratore compulsivo di musica, presenzialista convinto ai concerti e collezionista incallito di CD e vinili. Fondatore e direttore responsabile de Il Cibicida.