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Touché Amoré – Stage Four

stagefourDa tre anni non sentivamo parlare dei Touché Amoré, band tra le più apprezzate e attive della nuova leva screamo/post-hc. Stage Four non è semplicemente il loro quarto lavoro in studio, ma anche – e più espressamente – il quarto e più grave stadio di una malattia, un tumore, che ha accompagnato la lenta scomparsa della madre del leader Jeremy Bolm.

Per questo motivo, come per altri e non radi casi (vedi, appena ieri, il capolavoro “Skeleton Tree”) in cui la morte fa irruzione nella vita un musicista, non è possibile prescindere dai testi – che con grandissima onestà di scrittura ci narrano, disperatamente, l’avanzamento di un calvario personale. Probabilmente, con l’album in questione, il gruppo californiano raggiunge il massimo sforzo artistico e produttivo, grazie anche al supporto della sempreverde Epitaph.

L’inizio è devastante. Senza, appunto, esagerare, Flowers And You è tra gli apici toccati dai Nostri in carriera: un climax dirompente che rivela immediatamente la natura confessionale (quale altra possibile?) del disco (I took inventory of what I took for granted / And I ended up with more than I imagined / I’ve kept it bottled up and to myself in the cellar / Kept for my everchanging mental health”). Non c’è, volutamente, un solo battito per riprendere fiato: ogni traccia spara a vista non appena quella precedente è terminata. Così New Halloween e Rapture tessono una trama via via più specifica e struggente: ”Like a wave, like the rapture / Something you love is gone, something you love is gone / […] It leaves you fractured”.

Se è vero dunque che il suono del quartetto risulta, rispetto agli esordi, sicuramente più morbido, è anche vero che il cambio di direzione non tradisce cali d’intensità – anche a causa o per merito, nella fattispecie, del delicatissimo fil rouge qui presente. Se Benediction sembra quasi un pezzo power-pop, Eight Seconds è forse il brano più classicamente hardcore del pacchetto: un resoconto della notte del decesso sans filtre. Il prosieguo verso la conclusione di “Stage Four” regala probabilmente i momenti migliori in successione: dal bellissimo singolo Palm Dreams all’esorcizzante Skyscraper, passando per le roche, azzeccatissime rime di Posing Holy.

Davvero ci sarebbe da citare almeno qualche verso per ogni singolo sasso scagliato con classe – e invidiabile padronanza – dai Touché Amoré. Ma è certamente più meritevole sottolineare e citare l’ultimo, magistrale colpo di coda a chiosa dell’undici. Un messaggio lasciato in segreteria e mai ascoltato per lungo tempo. La voce della donna – la madre di Bolm – che giunge, all’ascoltatore, come inaspettata materializzazione di una presenza narrata e assorbita con coraggio: ”Hi Jeremy, I just wanted to tell you that just, finally left the hospital. Um, and we’re going to drop off a prescription at CVS so I probably won’t be home when you get there okay? Bye bye”.

(2016, Epitaph)

01 Flowers And You
02 New Halloween
03 Rapture
04 Displacement
05 Benediction
06 Eight Seconds
07 Palm Dreams
08 Softer Spoken
09 Posing Holy
10 Water Damage
11 Skyscraper

IN BREVE: 3,5/5

Michele Leonardi è nato. Vive, persino; da qualche parte. Per il resto, si affida momentaneamente a Sereni: “Nulla nessuno in nessun luogo mai”.