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Dum Dum Girls – Too True

tootrueA prescindere dai gusti, dal modo di vedere le cose e da ciò che ciascuno, legittimamente, si aspetta da una nuova uscita discografica, pare innegabile come le Dum Dum Girls abbiano messo in piedi un continuo gioco di addizioni e sottrazioni che, dagli esordi a oggi, ha finito per imbastardire quelle seppur poche linee conduttrici della loro proposta sonora. Metti di qua, togli di là, in una continua ricerca di una forma definitiva da dare al progetto.

Il problema è che, a furia di concentrarsi sulla matematica, Dee Dee Penny e le sue amiche hanno perso di vista la sostanza, raschiando un po’ il barile della memoria nella speranza di trovarci dentro la formula magica del pop. Non riuscendoci, chiaramente. Too True cambia ancora la pelle delle Dum Dum Girls: punkettare glitterate prima, shoegazer illuminate poi, paladine della pop wave adesso.

Le radici dell’album sono interrate questa volta in un sound oscuro che paga inevitabilmente pegno agli anni ’80, ma oscuro solo perché qualcuno ha accidentalmente (ma neanche tanto) spento la luce e non per una riscoperta indole dark. In questo senso, la ritmica à la Cure di Lost Boys And Girls Club o Little Minx è piuttosto esplicativa, per quanto artificiosa.

Mancano melodie accattivanti, manca un tentativo che sia uno di non scimmiottare qualcun altro e tutta la banalità pop del disco salta all’orecchio con Are You Ok? e In The Wake Of You, brani piatti che non si aprono mai, gettati lì giusto perché almeno dieci tracce bisognava metterle insieme. Nel piattume generale, Rimbaud Eyes ha quantomeno il merito di presentare un ritornello ossessivo, fra le pochissime cose che restano impresse in mente a fine ascolto, il che la dice lunga sul livello complessivo del lavoro.

Se a ciò aggiungiamo che la presentazione dell’album è stata tutta basata sul tirar fuori ambiziosi riferimenti tanto musicali quanto – addirittura – letterari, risulta chiaro come per questo “Too True” la band abbia badato davvero troppo all’infiocchettamento del prodotto piuttosto che alla polpa dello stesso. Tutto fumo e niente arrosto, purtroppo.

(2014, Sub Pop)

01 Cult Of Love
02 Evil Blooms
03 Rimbaud Eyes
04 Are You Okay?
05 Too True To Be Good
06 In The Wake Of You
07 Lost Boys And Girls Club
08 Little Minx
09 Under These Hands
10 Trouble Is My Name

IN BREVE: 2/5

Emanuele Brunetto
Avvocato mancato, giornalista, programmatore musicale in radio ma soprattutto divoratore compulsivo di musica, presenzialista convinto ai concerti e collezionista incallito di CD e vinili. Fondatore e direttore responsabile de Il Cibicida.