Home RECENSIONI Miley Cyrus – Miley Cyrus & Her Dead Petz

Miley Cyrus – Miley Cyrus & Her Dead Petz

mileycyrusandherdeadpetzIl nostro quinto senso e mezzo di dylandoghiana memoria avrebbe voluto che su queste pagine non si svelasse neanche l’esistenza stessa di questo Miley Cyrus & Her Dead Petz. Figuriamoci prendere in considerazione l’ipotesi dell’ascolto o, per di più, di quattro righe al riguardo. Però c’è che Miley da qualche tempo a questa parte si fa vedere in giro – e in studio – con Wayne Coyne e c’è che quest’album, diffuso a sorpresa nell’etere, nasce proprio dalla folle e imprevedibile collaborazione fra i due.

Forse più imprevedibile che folle, quindi messo a tacere il quinto senso e mezzo eccoci qui a scoprire che hanno combinato la reginetta social-pop dei nostri giorni e Mr. Flaming Lips. Innanzitutto va detto che i brani del disco sono troppi, ben ventitré, davvero un’enormità che sfida anche i limiti di sopportazione delle orecchie più allenate, segno di come il flusso creativo (e non solo quello, immaginiamo) sia colato libero come non mai. Di questi ventitré, una buona metà annegano in una banalità ben più viscosa del gel glitterato che si spalma addosso Miley nel video di Dooo It!, roba da non prendere davvero in considerazione che suona come il pegno da pagare alla suddetta libertà compositiva.

Ma c’è un’altra metà che qualcosa d’interessante la lascia intravedere eccome: Tiger Dreams ne è un esempio, col featuring di Ariel Pink, un lungo magma psichedelico che fa il paio con Space Boots (che – ma dai? – ha anche un piglio più spaziale), Evil Is But A Shadow (dal sapore vagamente trip hop) ma anche Karen Don’t Be Sad e The Floyd Song (Sunrise), tutti episodi in cui si sente forte il tocco di Coyne. Poi gli stop-and-go di Slab Of Butter (Scorpion) con la collaborazione di Sarah Barthel dei Phantogram e la splendida prova vocale di Miley in Lighter.

L’incontro/scontro fra Cyrus e Coyne porta anche a un imbastardimento emozionale per cui, al netto di qualche trappata, il mood prevalente suona tanto vicino a Lana Del Rey: Fweaky e Cyrus Sky in modo evidente, ma in generale l’intero disco può dirsi tutto fuorché allegro, anche dal punto di vista testuale (nulla di mortifero, ma Miley parla di animaletti venuti a mancare, chat su Whatsapp e altri nonsense vari ed eventuali). Le droghe fanno male? Le droghe fanno bene? Qualche effetto lo portano di certo e questo pasticcio di brani ne è la prova.

(2015, Autoprodotto)

01 Dooo It!
02 Karen Don’t Be Sad
03 The Floyd Song (Sunrise)
04 Something About Space Dude
05 Space Boots
06 Fuckin Fucked Up
07 BB Talk
08 Fweaky
09 Bang Me Box
10 Milky Milky Milk
11 Cyrus Skies
12 Slab Of Butter (Scorpion) (feat. Sarah Barthel of Phantogram)
13 I’m So Drunk
14 I Forgive Yiew
15 I Get So Scared
16 Lighter
17 Tangerine (feat. Big Sean)
18 Tiger Dreams (feat. Ariel Pink)
19 Evil Is But A Shadow
20 1 Sun
21 Pablow The Blowfish
22 Mikey Tibetan Bowlzzz
23 Twinkle Song

IN BREVE: 2,5/5

Avvocato mancato, giornalista, programmatore musicale in radio ma soprattutto divoratore compulsivo di musica, presenzialista convinto ai concerti e collezionista incallito di vinili, CD e musicassette. Fondatore e direttore responsabile de Il Cibicida.