Home RECENSIONI Pinkshinyultrablast – Everything Else Matters

Pinkshinyultrablast – Everything Else Matters

everythingelsemattersVengono da San Pietroburgo, hanno ascoltato un sacco di shoegaze e dream pop e giungono al loro esordio sulla lunga distanza dopo una gavetta lunga otto anni (si sono formati nel 2007), fatta di hype in rete e poche, pochissime incisioni. Loro sono i Pinkshinyultrablast e con questo Everything Else Matters sono riusciti a mettere insieme una quantità impressionante di spunti e visioni, forti di una ritrovata passione per certe sonorità che da qualche anno a questa parte sembra farla da padrona.

L’iniziale Wish We Were scopre subito le carte in tavola, presentandosi un po’ come il manifesto programmatico dell’intero disco: inizio marcatamente dreamy, a metà brano un’apertura che più indie pop non si può e infine l’esplosione di chitarre post rock con cantato da shoegazer. Un bel minestrone, è vero, ma la nonna insegna che se gli ingredienti scelti sono di qualità, il risultato non può che essere gustoso. E per la formazione russa è decisamente così.

Nell’album, però, non vi è sempre una convivenza così prolungata fra le varie anime dei Pinkshinyultrablast, perché altrove gli stacchi sono più netti: Holy Forest e Metamorphosis sono due piccole gemme pop in cui solo in lontananza si sentono chitarre marcatamente shoegaze, Glitter ha un piglio più da rock senza fronzoli, Ravestar Supreme ha un basso che suona tanto new wave, la conclusiva Marigold si scioglie nei suoi quasi nove minuti di durata in un post rock di stampo americano.

Chiaramente nulla di nuovo sotto il sole, ma la differenza la fa il modo in cui i russi amalgamano il tutto, dandogli un tocco personale che – sembrerà banale dirlo – evidenzia la provenienza geografica della band, un’algidità di fondo palese anche nei momenti più pulsanti dell’album. Perché ad essere derivativi sono bravi (quasi) tutti, a farlo con stile ci riescono in pochi e i Pinkshinyultrablast hanno centrato l’obiettivo.

(2015, Club AC30)

01 Wish We Were
02 Holy Forest
03 Glitter
04 Metamorphosis
05 Umi
06 Land’s End
07 Ravestar Supreme
08 Marigold

IN BREVE: 3/5

Avvocato mancato, giornalista, programmatore musicale in radio ma soprattutto divoratore compulsivo di musica, presenzialista convinto ai concerti e collezionista incallito di vinili, CD e musicassette. Fondatore e direttore responsabile de Il Cibicida.